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A tutto campo

di don ALBERTO MARIANI PROPRIO mentre stiamo seguendo il Serpente da vicino per coglierne aspetti che ci aiutino a starne alla larga, una recente trasmissione televisiva, che ha provocato tanto rumore ancor prima di andare in onda, mi ha fatto venire in mente due espressioni che ho ascoltato anche nei confronti dell'uomo;

e sono: «viscido come un serpente» e «lingua biforcuta». Strano ma vero, quest'ultima sembra proprio la caratteristica più tipica che il serpente può condividere soltanto con l'uomo, visto che la furbizia l'ha in comune anche con altri animali, come la volpe e il camaleonte. Quando poi essa è accompagnata dalla doppiezza e dalla malafede - che sono tipiche del Serpente con la maiuscola -, sembra che non debba temere concorrenti in nessun altro animale. Fatta eccezione per l'uomo, naturalmente. Infatti, anche se non lo abbiamo ancora detto esplicitamente, abbiamo però avuto modo di constatare che il Serpente della Genesi, proprio per queste sue caratteristiche, la fa da padrone sull'uomo. Il fatto è che non si accontenta e per poter dominare la storia - ed è uno dei suoi principali interessi, riconosciutogli dallo stesso Gesù che lo definisce «il principe di questo mondo»(Gv 14,30) - ha bisogno di collaboratori. Lui lo sa e ne cerca continuamente, promettendo, illudendo, ingannando. Sembra proprio che non gli sia stato mai difficile trovarli! E se con l'animale serpente ha fatto da padrone autoritariamente - ossia lo ha usato senza chiedergli il permesso - per servirsi dell'uomo ha bisogno che questi gli faccia spazio o almeno gli presti il fianco. Purtroppo anche questo non è difficile che succeda, oggi come ieri, soprattutto quando il campo preferito da attaccare - manco a dirlo - è quello della Chiesa cattolica, con tutto quel che la riguarda; a cominciare dal suo Capo, il Papa. Ne stiamo facendo esperienza, se mai avessimo potuto nutrire qualche dubbio, proprio in questi ultimi mesi e giorni, con attacchi su giornali, TV, internet e quant'altro. Qualcuno potrà obiettare che tutto ciò non c'entra con l'argomento che stiamo trattando. A giustificarci basterebbe ricordare il nostro intento di aiutare a stare lontano dal Serpente; per cui ogni occasione può essere buona per mettere in guardia. In questo caso però la scelta di cercare il Bene - che è la via migliore per contrapporsi al Male - ci ha fatto sorgere il dubbio che - serpente a parte - anche una trasmissione come quella andata in onda di recente potrà concorrere al bene. Ci guida in tal senso ciò che scrisse Paolo di Tarso ai cristiani di Roma nei primi decenni dell'era cristiana - quando i tempi non dovevano essere affatto migliori dei nostri - a conclusione di un discorso che aveva come argomento la vita secondo lo Spirito e la sua azione sull'uomo. Dopo aver affermato che «lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza» (Romani 8,26) - e questa è la migliore forza del Bene - conclude così: «Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rm 8, 28). Proviamo a riflettere con serenità su questa conclusione, mettendo da parte acredine e pregiudizi. È un modo per sganciarsi dalla dipendenza dal Serpente ingannatore e aprirsi pienamente alla Verità e al Bene. Facciamolo con la sicurezza di S.Agostino il quale, proprio commentando questo pensiero di S.Paolo, coraggiosamente aggiunse due parole: «etiam peccata» (De Doctrina Christiana 3, 23, 33), anche i peccati. Non per qualunquismo o per giustificare tutto e tutti, ma semplicemente per metterci fino in fondo dalla parte di Chi ha dato la vita per questo. Se poi vogliamo concludere con un cenno alla storia di ieri, bisogna riconoscere che, per quanto si possa fare o dire, ci sarà sempre chi fino alla morte non sente ragioni. Sembra infatti, che tra i servitori più fedeli in assoluto del Serpente dalla lingua biforcuta, ci sia da annoverare un certo Pietro di Arezzo il quale dev'essere stato davvero particolare se sulla sua tomba fu scritto: «Qui giace l'Aretin, poeta tosco/ di tutti disse mal fuorché di Cristo/ scusandosi col dir: "Non lo conosco"». Ma la storia pro









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