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di don ALBERTO MARIANI ASTUZIA, scaltrezza, furbizia, portano con sé dei concetti ...

... dal richiamo «nobile». Legate al serpente, però, esse danno l'impressione che si tratti piuttosto di parole dalle quali è bene prendere le distanze.

Eppure sono doni e pregi che rientrano nel campo dell'intelligenza. Gesù stesso le raccomanda e proprio con riferimento al serpente, offrendocelo come modello. Ci siamo chiesti a conclusione del precedente contributo, dove possiamo trovare la sua furbizia - considerate anche le sue «imprudenze» - e cosa possa significare il fatto che la Genesi affermi, senza mezzi termini, che «il serpente era il più astuto di tutte le bestie» (Gen 3,1). Per quanto ci è riuscito di interrogarci, non ci è stato facile trovare una risposta soddisfacente. » chiaro, però, che non la dobbiamo cercare per l'animale serpente quanto piuttosto per ciò che esso rappresenta e che lo fa entrare immediatamente in azione proprio nei confronti dei nostri progenitori e contro l'intelligenza dell'uomo, anche se quest'ultimo si ritiene più furbo. A pilotare la ricerca ci è venuto incontro un testo di S.Agostino che riportiamo integralmente: «Il serpente è detto astuto, o prudente, per l'astuzia del demonio il quale voleva ingannare con esso: come si dice prudente o astuta la lingua che il prudente o l'astuto muove per suggerire qualche cosa con prudenza o con astuzia. Né il serpente capiva le parole che da lui venivano indirizzate alla donna: né si deve pensare che la sua anima sia diventata razionale. Ché anzi gli stessi uomini, la cui natura è razionale, quando parlano come ossessi dal demonio non comprendono quello che dicono. Perciò il serpente parlò all'uomo come l'asina di Balaam parlò al suo padrone: con la differenza che il primo fatto avvenne per opera del demonio, il secondo per opera di un angelo. Al serpente infatti non fu chiesto perché avesse fatto questo: poiché l'aveva fatto non lui in forza della sua natura, ma in lui il demonio, che per il suo peccato era già stato condannato al fuoco eterno. E le parole dette al serpente vanno riferite a chi in esso aveva agito». Pertanto, se per l'animale serpente possiamo considerare astuzia la sua capacità di nascondersi, e camuffarsi - non per nulla tra gli animali simbolo dell'astuzia ci sono il camaleonte (con la sua abilità nel mutare colore a seconda dell'ambiente in cui si trova) e la volpe (che addirittura nelle favole viene indicata come la furbizia personificata) -, c'è da ritenere che la caratteristica furbesca al serpente venga, più che dal suo stato naturale, proprio dall'uso fattone dal demonio, il quale se ne è servito per trarre in inganno attraverso un ragionamento, abilissimo quanto viscido nell'arte di incuriosire e nella capacità di mescolare la menzogna con la verità, per cui gli è risultato «naturale» attirare l'attenzione. Farsi correggere le mezze verità intrise di menzogna è stato per il satana un espediente efficace per avere tutto il tempo di controllare la situazione e tenere sotto «tiro» l'uomo, e soprattutto la donna, fino ad obiettivo raggiunto. Leggendo la Genesi, si vede infatti che, una volta conquistata l'attenzione e individuato il punto debole, gli è stato facile dividerli, confondere Eva, ingannarla, e farla dubitare su quanto detto da Dio, conducendoli fino alla disubbidienza. A giudicare dal risultato, il grado di furbizia del Serpente (ma qui dobbiamo scriverlo con la maiuscola) è stato davvero elevato. Non c'è dubbio. Se Gesù lo presenta come modello, in particolare proprio per questa sua scaltrezza, vorrà dire che dal serpente (torno alla minuscola), nonostante sia stato egli stesso ingannato, abbiamo tutti qualcosa da imparare. Ed è proprio quella «virtù» della scaltrezza che sulle labbra di Gesù suona come «prudenza». » lui stesso, Gesù, a dirci: «Siate semplici come i colombi e prudenti come i serpenti» (Mt 10,16). Il che vorrà dire che, per non fare la fine del serpente biblico e finire vittime - sia pure perché ingannati - di satana, dobbiamo almeno convincerci che c'è astuzia ed astuzia; o, se vogliamo, furbizia e furbizia. C'è un'astuzia che è legata all'inganno e il cui obiettivo è quello di portare









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