.. Io stesso pensavo di aver chiuso con l'argomento, liquidando con una battuta tutto l'aspetto simbolico. Mi sono accorto però che, se qualcuno può essersi scocciato, qualche altro - e non sono pochi - ha acuito l'interesse e riacceso la curiosità. A cominciare dalla mia. Pensavo, infatti, di aver chiuso con il serpente, ma due circostanze in questa settimana (frutto di pura casualità) mi portano a .. continuare. Eccole. Ho fatto visita sabato scorso a una giovane comunità monastica - cinque in tutto - il cui abate usa come suo «bastone dei comandi» (per dare i segnali per gli attacchi delle preghiere e dell'alternarsi dei momenti di silenzio e canto), un bastone contorto e con all'estremità un incavo particolare ben intagliato che - mi ha detto - veniva usato dai contadini del posto per «acchiappare» i serpenti. Rientrando lunedì sera ho trovato la seguente email: «Caro Don Alberto, sono.... Scusate la mia sete di conoscenza, ma ho da farvi una domanda riguardo all'articolo di domenica. Si sa, o almeno si dovrebbe sapere, che il demonio si camuffa da serpente. Io domenica pomeriggio sono andato a messa a San Domenico (la chiesa è quella di S.Domenico in Sora, ndr) e mi sono seduto di fronte alla statua, ed ho visto che sul bastone del Santo c' è un serpente, dopo ho pensato a San Domenico di Cocullo che è pieno di serpenti, che cosa significa. Aiutatemi a capire»..Siccome la rubrica vuole dare spazio anche agli interventi e alle provocazioni dei lettori, mi sento incoraggiato a continuare. Volendo cercare la risposta nella Bibbia, più che nella tradizione o nella simbologia, di cui è ricca la devozione popolare e la stessa iconografia sacra, mi sono venuti in mente due passi che voglio affidare al vostro approfondimento. Il primo è tratto dal libro dei Numeri che riferisce l'episodio in cui Dio punì, mandando dei serpenti velenosi, la ribellione del popolo che non voleva più camminare al seguito di Mosè verso la terra promessa. Visto che molti morirono, Mosè su insistenza del popolo che manifestò il pentimento chiese per tutti perdono al Signore e questi ordinò a Mosè di farsi un serpente di rame e innalzarlo sopra un'asta. La concessione fu che chi, dopo essere stato morso dal serpente velenoso, guardava il serpente innalzato da Mosè non moriva (21,4-9). Si tratta dunque di un atto di fede e di sottomissione alla volontà del Signore che in questo caso passava al popolo attraverso l'uomo guida che era Mosè. Il serpente sul bastone di S.Domenico potrebbe indicare allora proprio questa sua qualità di condottiero. Ci conferma in questo il fatto che Gesù, nel vangelo di Giovanni, applica a sé il segno che abbiamo appena riferito, facendo cenno al suo innalzamento sulla croce. E la ragione che apporta è sempre una ragione di fede. Dice infatti: «perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna» (Gv 3,14). L'altro passo della Scrittura che mi è venuto in mente è quello in cui si parla dei poteri dati da Gesù ai suoi discepoli, insieme al mandato di predicare il vangelo. Dopo aver detto: «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato», l'evangelista riporta le seguenti parole di Gesù: «E questi saranno i segni che accompagnano quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno» (Mc16,16-18).Per l'evangelista Marco, allora, prendere in mano i serpenti è soltanto uno dei «segni che accompagnano quelli che credono». Tutto sommato neppure il più difficile, vista la facilità e l'abilità con cui a Cocullo - e non solo - li si prende con mano e addirittura li si porta in processione insieme alla statua di San Domenico. Qualcuno potrebbe far riflettere che la festa a Cocullo si celebra all'inizio di maggio e i serpenti possono ancora essere facilmente presi perché infreddoliti e dunque mezzo addormentati. Del resto è di