C'entra per più versi e per vari fattori, è la risposta. Ma non sarà possibile esaminarli in uno spazio breve come questo. Tanto più che il nostro intento non è quello di offrire uno studio approfondito, ma semplicemente quello di sollevare il problema, soprattutto cercando, come in questo caso, di mettere in guardia quanti rischiano di incappare, anche in buona fede, nelle grinfie della magia. C'è da considerare che nella maggior parte delle culture religiose, anche le più antiche, il serpente è tra gli animali venerati addirittura come divinità, alle quali ci si lega con vincoli di religione. Ora la magia è esattamente l'opposto della religione. Per definizione, infatti, essa viene detta come «il tentativo di impadronirsi di un potere straordinario da esercitare secondo i propri desideri e la propria volontà». Il che stride palesemente contro la fede e il giusto atteggiamento cristiano che «consiste nell'abbandonarsi con fiducia nelle mani della Provvidenza per ciò che concerne il futuro e a rifuggire da ogni curiosità malsana a questo riguardo» (stiamo citando dal catechismo della Chiesa cattolica al numero 2115). S.Agostino, che con i maghi ha avuto a che fare, ha affermato, senza mezzi termini, che «la magia è demoniaca», mentre la religione «è vittoria sul potere del demonio e rottura completa con tale pratica». Il discorso sembrerebbe farsi difficile, o per iniziati, ma alcuni riferimenti al testo più conosciuto in assoluto, la Bibbia, possono mantenere aperto a tutti. Limitandoci al campo biblico, infatti, il serpente lo troviamo nominato sin dalle prime pagine come elemento inquinante la vita felice dell'uomo e in contrapposizione con la divinità. Conosciamo il modo con cui il demonio, camuffato sotto le sembianze del serpente, si presenta ai primi uomini e li trae in inganno allontanandoli da Dio e assoggettandoli a sé. E già questa potrebbe bastare come risposta alla nostra domanda, visto che il serpente in questo caso ha a che fare con l'inganno e la menzogna e considerato, soprattutto, che il demonio, al di là delle sue trasformazioni, di questi ultimi è maestro e padre. Ma il richiamo più esplicito tra il serpente e la magia lo troviamo nell'Esodo, il secondo libro della Bibbia, e più esattamente là dove si parla di Mosè che, insieme al fratello Aronne, viene inviato da Dio al Faraone per chiedergli di lasciar uscire il suo popolo dall'Egitto. Dice infatti il testo che Dio, su richiesta dello stesso Mosè che vuole un segno convincente per il Faraone, diede il potere di trasformare il bastone in serpente e poi farlo ritornare bastone e riprenderlo di nuovo in mano, come se niente fosse (cfr. Es 4,2-4). La cosa sorprendente sta nel fatto che «anche i maghi dell'Egitto, con le loro magie, operarono la stessa cosa» (Es 7,11). Anche i loro bastoni, infatti, gettati per terra si trasformarono in serpenti. Con l'unica, ma non insignificante, differenza che il serpente venuto fuori dal bastone di Aronne inghiottì tutti gli altri. Certo, non possiamo limitarci a questo episodio, e il demonio nel corso dei secoli viene assimilato a numerosi altri animali, ma è di sicuro una buona base su cui riflettere e dalla quale lasciarsi interrogare. Sia perché il serpente, stando a quanto ci viene detto nelle prime pagine della Bibbia, viene usato per indicare il demonio; sia perché anche nella simbologia magica viene spesso fatto riferimento a questo animale nelle varie posizioni e forme. Basterebbe rifarsi al richiamo che se ne fa nel campo dell'«innocuo» mondo dell'Oroscopo, che poi tanto innocuo non è affatto. Non volendo approfittare della vostra pazienza, non ci avventuriamo sul significato dei simboli, ma non è comunque difficile trarre qualche conclusione già da quanto detto. Illuminante quanto afferma la sapienza cinese: «Il Serpente, grazie alla sua abilità diplomatica, è in grado di destreggiarsi in ogni situazione e