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Frosinone

di don ALBERTO MARIANI NEI paesi ...

... della nostra Provincia - ma non solo - soprattutto in quelli collinari, si è visto nei giorni scorsi un gran numero di persone - alcune delle quali sono veri e propri appassionati - girare tra boschetti e colline, rovistare tra le siepi e nei posti più impensati alla ricerca degli asparagi, le punte giovani di piante erbacee a foglioline finissime che vanno colte al momento giusto, ossia prima che induriscano.

Ma il tempo in cui queste «cacciano», visto che a favorirle sono i primi caldi di primavera, corrisponde anche al periodo in cui i serpenti escono dal loro riposo invernale e mostrano, un po' nascosti e un po' ancora assonnati, di gradirlo anche loro quel sole. È vero i serpenti, soprattutto in queste condizioni sono innocui, ma è bene stare attenti perché - a parte la conseguenza che può portare una paura improvvisa - tra di essi si nascondono anche le vipere che hanno un morso velenosissimo, spesso mortale anche per l'uomo; anche se caratteristica di queste ultime sembra sia quella di attaccare soltanto per difendersi. Il Serpente dal quale voglio mettere in guardia non è tra questi: è quello che non va mai in letargo, non è mai distratto, è sempre pronto ad attaccare ed è di gran lunga più pericoloso della peggiore delle vipere, o di qualsiasi altra razza velenosa. Per questo - vorrei aggiungere: soltanto per questo - l'ho scritto con la maiuscola e, se potessi, esporrei l'intera parola grande e con colori tali da farla vedere in tutto il mondo e in ogni momento, anche al buio, anzi soprattutto al buio, perché quello è il tempo da lui preferito per attaccare. Non semplicemente il buio di quella parte del giorno per lo più dedicata al riposo - e che pure non gli dispiace - ma ancor più il buio che lui preferisce, che è quello dell'ignoranza, della presunzione, della troppo sicurezza di sé, dell'orgoglio, della menzogna, dell'invidia, della gelosia... Mi limito, per non esagerare, ma è proprio il caso di dire: chi più ne ha più ne metta. Perché quel serpente del quale sto parlando - e tutti hanno capito di quale si tratta - non dorme mai e non bada a spese pur di «mietere vittime». Il suo unico scopo è quello di allontanare l'uomo da Dio, che è in effetti l'unico suo vero Nemico. Lo odia con tutte le sue forze e suo intento fondamentale è quello di rovinare i suoi progetti di amore. Coloro che lo hanno sperimentato non si accontentando di raccomandare di starne a distanza dopo averlo riconosciuto, ma invitato a stare alla larga anche senza riconoscerlo, dai luoghi dal lui preferiti perché proprio come per la vipera, una volta che ha «colpito», non sempre si fa in tempo a correre ai ripari. Tanto più che questo non ha nessun interesse a farsi riconoscere: preferisce strisciare nel subdolo e addirittura si trasforma. San Pietro, che ne ha sperimento la potenza nell'inganno e nella paura che lo ha portato al tradimento del suo migliore amico Gesù, mette in guardia dicendo che bisogna stare continuamente allerta e resistergli «saldi nella fede» perché esso «come leone ruggente che va in giro cercando chi divorare» (1Pt 5,8). Basta pensare che il trucco migliore - altro che magia - al quale esso è giunto nella storia, è stato addirittura quello di far credere di non esistere. Proprio questo è l'inganno più grande attraverso il quale il Serpente può continuare a mietere più vittime, indisturbato. Qualcuno si starà anche chiedendo: ma cosa c'entra il Serpente con la Magia? Lo vedremo prossimamente. Intanto sarà bene fidarsi, raccogliere il consiglio e stare attenti a ogni segnale di pericolo. La sapienza popolare dei nostri padri insegna che «chi è stato morso dal serpente ha paura anche della lucertola». Fidiamoci almeno di loro! Chiunque volesse entrare in contatto con don Alberto Mariani può scrivere a: donalberto@oasibetania.it









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