soprattutto chi può vantare di aver avuto con lui un contatto personale, oltre che apprezzamento e stima per la sua attività. Ma gli echi e le risonanze del primo tema, quello sulla magia, hanno davvero sorpreso. A giudicare dalle telefonate giunte in redazione, sembra quasi che tanta gente non aspettasse altro. Ciò mi ha fatto pensare alla formula «magica» tante volte usata anche nel gioco dei bambini: «Se ci seià batti un colpo». L'espressione forse potrà suonare fuori luogo sulla penna di un prete, ma aiuta a riagganciarci al tema, riprendendolo nella forma più cruda. Proprio così, perché il magico è quel mondo che sa di potere - che a volte è vero e proprio stra-potere - di misterioso fino al limite più oscuro, di comando e di dominio che non concede obiezioni. Si fa presto a dire che si tratta di campi, o di mondi, lontani da noi: tanta gente li porta nel sangue molto di più di quanto si riesce ad immaginare. E chi si ostina a negarlo, spesso lo fa solo per superficialità, per incapacità di reazione o per mancanza di volontà nel correre ai ripari. Se ci soffermiamo sull'argomento non è soltanto per accontentare i lettori, ma ancor più perché siamo convinti della pericolosità di tale «arte» e del male che essa produce mietendo vittime ovunque, tra persone di ogni cultura, di ogni condizione sociale e di ogni età, anche tra quelle che sono pronte a scommettere che non esista. «Se ci sei..». Con questa «formula» vogliamo riaprire il campo per dire che la magia c'è e come. Basta ascoltare alcune esperienze e le storie di quanti per curiosità, per gioco o per altro si sono ritrovati incagliati in una rete che li ha portati alla malattia mentale, alla distruzione personale e familiare o sull'orlo della disperazione. Nessuno, infatti, lo può confermare meglio di chi ne è stato vittima, direttamente o indirettamente, qualunque sia la ragione che lo abbia portato al contatto. Se si facesse una indagine si scoprirebbe che anche nella nostra provincia i dati sono sorprendenti. Ma il «magico della magia» sta nella capacità di sfuggire alle inchieste, nella difficoltà e quasi impossibilità di controllo anche per la riservatezza di chi la «consuma», quando addirittura non nel rischio e nella paura di ritorsione o di vendetta di chi, una volta che ne è stato vittima, si porta addosso; e non sempre in maniera infondata. Nel mio ministero di ascolto e di accompagnamento delle persone ho avuto modo di incontrarne alcune che mi sono arrivate, quasi come all'ultima spiaggia, dopo essere incappate in brutte esperienze con i maghi, ingannate, danneggiate fisicamente e psicologicamente e a volte circuite e irretite. Potrei dare dei numeri come potremmo fare inchieste, ma temo che lascerebbero il tempo che trovano. Sono convinto invece che la migliore cura e il migliore sostegno potrà venire proprio dalle persone che vi sono passate. Chissà che la testimonianza concreta non aiuti quanti vi sono già dentro a liberarsi, quanti sono in pericolo a difendersi e tutti a starne lontani!? Per questo mi permetto, con promessa di mantenere l'anonimato, di lanciare a chi vi è incappato un appello a offrire la propria testimonianza. Poiché una cosa è certa: quando «batte il colpo» la magia, di qualunque genere o specie essa sia, la vittima - spesso intere famiglie - l'ha già mietuta. donalberto@oasibetania.it