Due domande per ogni provincia agli assessori regionali.
Intervista all'assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili Alessandra Tibaldi.
Alessandra Tibaldi è il secondo assessore regionale a salire sull’«Ottovolante» per districarsi tra le problematiche sollecitate dalle quattro province del Lazio. Il suo è un assessorato spinoso, specialmente in questo periodo di crisi nera: il lavoro.
VITERBO - 1) Il settore della ceramica di Civitacastellana sta vivendo un forte periodo di crisi. Aumentano i cassintegrati, diminuisce l’export. Quali interventi la Regione intende adottare?
La questione del distretto ceramico di Civitacastellana è stata tra le prime che ho incontrato al mio insediamento, e già presentava problemi di carattere strutturale. La prima cosa che abbiamo potuto fare, d'intesa con tutte le parti sociali, è stata quella della tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, allungando la cassa integrazione per lo meno per assicurare reddito ai lavoratori. Poi, in questi anni, non solo c'era da sostenere la difficoltà delle stoviglierie, ma è entrato in crisi anche il settore dei sanitari, in concomitanza con la crisi dell'edilizia pubblica. Cosa fare? Abbiamo tutelato il reddito, e poi l'accordo di programma che c'è stato col ministero ed enti locali ha condotto allo stanziamento di somme importanti, come lo stanziamento definitivo di 18 milioni di euro per tutto il distretto. Oggi i progetti sui quali si sta lavorando sono quattro, e sono partiti. Sarà comunque cura dell'assessorato al Lavoro inserire questo Distretto e le tante lavoratrici che sono state espulse dal circuito lavorativo dentro il Piano per l'occupazione femminile che uscirà al massimo nel giro di un paio di settimane e che prevede uno stanziamento complessivo di 38 milioni di euro tra fondi regionali, nazionali e comunitari.
E’ in costante aumento il numero di piccoli negozi che chiudono strangolati dalla grande distribuzione: che fare?
E' evidente che la questione della competizione dissennata tra la grande distribuzione e il piccolo commercio, soprattutto dove insistono piccoli comuni, fa sì che non se ne possa uscire pensando ad 'aggiustamenti' rispetto a quello che è stato il modello che ha portato ad oggi. In questo scenario stiamo impostando con il Ministero del lavoro proprio sul settore del commercio e artigianato un progetto che si chiama Arco, un programma di incentivazione delle piccole attività artigianali e commerciali, per far sì che si associno tra loro e usufruiscano di servizi e di competenze anche rispetto all'organizzazione del lavoro, alla gestione della contabilità. O anche aziende che possano essere costituite da lavoratori espulsi dal processo produttivo che ritirino in un'unica soluzione i due anni di indennità di mobilità ai quali la Regione potrà dare un ulteriore incentivo compreso tra i 15 e i 20 mila euro per fare in modo che l'uscita dai luoghi tradizionali della produzione possa essere l'inizio di qualcos'altro. Per chi invece non è ancora uscito, la cosa che stiamo cercando di fare è capire come far fronte alla stretta del sistema del credito. Pensi che negli ultimi due mesi abbiamo avuto un aumento del 1000% degli aumenti di richiesta di cassa integrazione per dipendenti del settore commerciale.
RIETI - 3) Nelle ultime settimane sono entrate in crisi anche aziende che non avevano mai fatto ricorso alla cassa integrazione. Come giudica questo dato?
Il fatto che chieda la cassa integrazione un'azienda sana ci fa pensare che la soglia di guardia è stata oltrepassata. Anche per Rieti si evidenzia un aumento impressionante del ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria. La sfida che abbiamo davanti è fare tutto il possibile per mantenere i dipendenti all'interno dell'alveo aziendale. Intendiamo evitare di dare spazio agli imprenditori che vengono qui con il pacchetto pronto per l'apertura delle procedure di mobilità, che regolarmente respingiamo, cercando di convincere l'impresa che è meglio passare attraverso la cassa integrazione di un anno magari rinnovabile per un secondo, perché così facendo i lavoratori mantengono il rapporto con il luogo del lavoro e con l'impresa, e dunque restano 'assunti'. E in questo lasso di tempo abbiamo la possibilità di realizzare uno scouting di imprenditori che vengano dall'esterno e rilevino il sito e il personale.
Sarà sufficiente il rilancio da parte governativa delle grandi infrastrutture, che coinvolgeranno la ferrovia veloce per Passo Corese e la Salaria?
Il territorio reatino ha grandi potenzialità turistiche, e il Terminillo ne è la parte più appariscente, così come ci sono importanti siti industriali che vanno mantenuti. Ma è evidentemente impossibile ipotizzare che senza infrastrutture s'inneschi un processo di sviluppo e che le imprese decidano di restare o se ne sviluppino di nuove. La Salaria la conosciamo tutti...
FROSINONE - 5) Tante aziende o chiudono o ridimensionano: Ceramica Sole, Carlsberg, Bioprogress, Marangoni, ecc). Avete una strategia di rilancio?
Stiamo lavorando alla costituzione, sul polo industriale che va da Colleferro ad Anagni-Ferentino e che coincide quasi totalmente con la valle del Sacco, di un distretto eco industriale sul quale si possa calare un progetto Obiettivo con fondi strutturali che è quasi definito; un progetto che parta dalle iniziative di bonifica e risanamento dell'area, ma che possa coniugare queste con le politiche attive per la formazione ed il lavoro che stiamo studiando insieme all'assessorato alla formazione. Dentro questo progetto Obiettivo devono trovare posto sia il mantenimento e l'implementazione di una serie di presidi industriali che noi abbiamo, sia la possibilità di attrarre nuovi investitori. Alcuni bandi del Por saranno deliberati in giunta già domani, e riguardano il risanamento dell'alveo del fiume Sacco così come gli interventi sulle reti idriche, il monitoraggio strutturale della qualità dell'aria e dell'acqua, la realizzazione di alcuni acquedotti. Poi abbiamo tre direttrici importanti per creare nuova occupazione: una riguarda le energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, un’altra che riguarda l'agro-energetico (biodiesel), una terza che possa riguardare l'autoimpiego, dunque la costituzione di nuove cooperative nel settore dei servizi intermedi all'agricoltura, che è uno degli ambiti dove insieme all'assessore Valentini possiamo costituire delle opportunità ad hoc. Il progetto Obiettivo sarà approvato definitivamente al massimo entro due mesi.
6) La Videocon, fiore all’occhiello ciociaro, vede oltre 1000 lavoratori a
rischio. Possibile che non ci sia una soluzione?
Ci sono in piedi due progetti sul fotovoltaico ed uno sulla creazione di motori elettrici per gli autobus. Una parte della grande stabilimento verrebbe liberato in modo tale da lasciare la parte restante per l'assemblaggio dei televisori. Avremo un incontro intorno al 20 marzo al Ministero dello Sviluppo economico con le associazioni sindacali e con gli imprenditori indiani; cercheremo di capire non solo la fattibilità dei nuovi progetti, che comunque sembrano funzionali, ma soprattutto la vera intenzione degli indiani sulla parte che resta; oggi ci dicono che sono disponibili a rimanere con un'oscillazione tra 400 e 490 dipendenti per il settore dei televisori, ma considerando la scarsa affidabilità che hanno dimostrato in precedenza, dovremo assolutamente capire se davvero resteranno o se hanno altre intenzioni, perché in quel caso potremo muoverci per tempo per far gestire l'intero progetto a qualcun altro; e dobbiamo saperlo subito, perché non sarà facile. Comunque, per il fotovoltaico e per i motori di autobus le prospettive ci sono e sono concrete; i progetti sono stati già discussi al Ministero per lo Sviluppo economico e a regime potremo recuperare pressoché tutta la forza lavoro esistente.
LATINA - 7) La crisi ha avuto ricadute pensatissime sull’occupazione. Ma l’esodo poteva essere evitato con più controlli su chi investiva nella zona pontina?
Il controllo sugli imprenditori deve valere sempre, soprattutto quando prendono soldi pubblici e soprattutto quando ne prendono tantissimi. Chiaramente questi controlli vanno fatti costantemente, prima che accadano certi disastri; ma va anche detto che vanno fatti sul merito e non a priori. Nel caso Meccano, nello specifico, c’erano 10 milioni di finanziamento complessivi; alla metà del percorso abbiamo attivato i controlli necessari e abbiamo interrotto. Su Latina abbiamo fatto una buona cosa con il piano triennale per il lavoro, pensando ai tre settori dove indirizzare gli sforzi: l'agroalimentare, la nautica e il chimico farmaceutico. L'obiettivo, comunque, è creare nuovi fronti di sviluppo dove ricollocare il personale attualmente impiegato in altri processi produttivi. E, in particolare per Latina, faremo un'opera di monitoraggio serio rispetto alla qualità del lavoro anche e soprattutto nelle nuove iniziative. Oggi esistono troppi precari, sottopagati o lavoratori in nero: non è così che si salva l'economia.
8) Penalizzati risultano in particolar modo gli «over 40»: esiste un’ipotesi di tutela in questo senso?
O sono cassintegrati 'coperti' da un reddito così basso che non garantisce la possibilità di mantenere una famiglia, o sono di una generazione di lavoratori precari con contratti a tempo determinato che all'età di 40 anni si ritrova senza ammortizzatori sociali e con difficoltà di ricollocazione. Noi abbiamo costruito una proposta di legge votata la scorsa settimana sul reddito minimo garantito, che non riguarda solo i disoccupati ma anche gli inoccupati ed i precari. Da qui a fine anno speriamo di garantire l'accesso a circa 6000 beneficiari per poi implementare il numero nel prossimo assestamento di Bilancio.
Angelo Perfetti