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Ottovolante

"Sicurezza, bene primario"

Due domande per ogni provincia agli assessori regionali. Intervista all'assessore agli Affari istituzionali ed Enti locali, Daniele Fichera.

È un’intervista che parte dalle domande della gente, da quelle che in maniera più aulica vengono definite «le istanze dei territori». E cerchiamo risposte concrete, di quelle che possano incidere sulla vita dei cittadini delle province. Il primo assessore a salire sull’«ottovolante» è Daniele Fichera, al quale faremo due domande provenienti da ogni provincia (leggibili sopra) ; un’intervista senza fronzoli, cercando di arrivare al sodo. Il tema è quello della sicurezza.

LATINA - Di fatto ndrangheta e camorra hanno investito nella provincia pontina in termini più concreti di quanto non si ammetta. Quali attività si stanno portando avanti al di là del monitoraggio?


Su questo terreno non abbiamo ambiti di attività di tipo investigativo, però la Regione fa un’altra cosa importante nella lotta alla criminalità: e cioè dare il segnale che non c’è sottovalutazione, anzi c’è piena consapevolezza del fenomeno; così come c’è la volontà di sostenere sia le amministrazioni sia le organizzazioni dei cittadini. Il fatto di aver destinato risorse finanziarie per la lotta all’usura, di aver aumentato i fondi, di aver pensato - e qui devo dire grazie all’iniziativa di alcuni consiglieri regionali - ad un nuovo fondo per le persone sovraindebitate, che costituiscono la frontiera oltre la quale l’usura prende piede, credo sia il segnale concreto di come la Regione si stia muovendo. In particolare, per la zona pontina vanno ricordati i fondi stanziati per la ristrutturazione e l’utilizzo dei beni sequestrati alla criminalità organizzata a Formia e Gaeta. Il fronte sul quale siamo impegnati è quello: rafforzare gli strumenti per la lotta all’usura.

LATINA - Baby bulli, fenomeno sempre più evidente. Colpa della società pontina o fenomeno globale?


E’ globale. Certamente può declinarsi diversamente nei vari territori, ma altrettanto sicuramente è una questione nazionale. Ciò che occorre è trasmettere ai giovani il senso di convivenza, di rifiuto della violenza. La collega Costa sta lavorando molto su questo tema con iniziative nelle scuole... Non è facile, perché per arrivare a un risultato è importante che si attivi il concorso di tanti soggetti diversi. Cioè devono operare su questo tema contemporaneamente le scuole, le famiglie, le istituzioni e i media. Comunque, per utilizzare uno slogan, credo che un po’ di tolleranza zero nei confronti del fenomeno del bullismo sia necessaria.

VITERBO - Si parla di un insediamento rom a Tarquinia. I cittadini sono allarmati e già si scatena la bagarre politica: cosa c’è di vero?


Quando il comune di Roma negli incontri con la Regione ha prospettato l’ipotesi di sistemare campi rom fuori dal perimetro del comune stesso di Roma, ha trovato da parte nostra una netta contrarietà. Non sulla base dell’argomento facile, che sarebbe comunque proprio, per il quale il problema dei campi rom non si risolve spostandoli da un’altra parte, ma sulla scorta di un’altra considerazione: i territori esterni al comune Roma sono quelli che hanno subìto negli ultimi anni il maggiore aumento demografico, con un’alta incidenza anche d’immigrati, e dunque sono già territori stressati da questo punto di vista. Il prefetto ha fatto le sue valutazioni e le sue ricognizioni per cui, nell’ultimo incontro che abbiamo avuto, si è detto chiaramente che non ci saranno trasferimenti di interi campi rom da nessuna parte. Diverso è il ragionamento sull’inserimento di singole famiglie di etnia rom in contesti anche fuori Roma, ma si tratta di persone totalmente perbene da inserire nel contesto sociale di riferimento. E comunque previo progetto da condividere con le amministrazioni locali. A me sul fronte campi rom non risultano altre iniziative. Per quanto riguarda le aree militari, non posso rispondere in quanto competenza diretta del Governo.

VITERBO - Atti vandalici di notte, risse tra ubriachi. C’è il problema della vendita di alcolici e della sensazione d’insicurezza tra i cittadini. Servono rimedi drastici?


Torniamo al tema affrontato prima quando parlavamo di bullismo. C’è un problema che riguarda il mondo giovanile e che, a seconda delle fasce d’età, determina alcuni comportamenti. C’è innegabilmente un fenomeno di hooliganismo, per usare un termine mutuato dal gergo calcistico, un tema grosso in parte sottovalutato. Le risposte di tipo eccezionale, quali chiusure o divieti generalizzati, vanno usate in casi eccezionali. Quando si registra un picco di un determinato fenomeno, è possibile, ripeto possibile, utilizzare per gli enti locali strumenti straordinari, ma tutto ciò deve essere la risposta ad un’emergenza. Subito dopo bisogna trovare gli strumenti giusti per risolvere l’emergenza in maniera strutturale.

RIETI - Di fronte all’intensificarsi di furti nelle abitazioni a Poggio Fidoni, i cittadini si sono organizzati in ronde. Può essere una soluzione contro i «topi d’appartamento»?


Temo di no. E non per un contrasto ideologico, ma perché credo non sia efficace. Dove sono state sperimentate non abbiamo riscontri di efficacia, o almeno questo è ciò che ci dicono le forze dell’ordine. Anzi, spesso l’utilizzo di ronde da parte dei cittadini ha costretto le stesse forze dell’ordine ad un sovraimpegno distogliendole dai servizi primari.

RIETI - Il Prefetto ha chiesto impegni precisi alle amministrazioni locali affinché le polizie possano collaborare con le forze dell’ordine. Che ne pensa?


Far crescere il coordinamento tra tutti coloro che operano nel settore sicurezza è certamente auspicabile, perché migliora l’efficienza delle forze di polizia. Ma tanto più si chiede alle polizie locali di intervenire a sostegno delle forze di polizia di Stato tanto più si deve lavorare sulla formazione. Per questo la Regione, per la prima volta, quest’anno attiverà i finanziamenti ammontanti a circa un milione di euro per corsi di formazione delle polizie locali. E Rieti è in pole position rispetto a questa iniziativa.

FROSINONE - Il centro di accoglienza dei rifugiati politici a Trevi ha creato problemi: non sarebbe il caso di studiare con più attenzione i luoghi da destinare a simili iniziative?

Mi auguro che il Governo faccia queste valutazioni con la massima attenzione. Qui naturalmente si sovrappongono due logiche: da una parte si ritiene che quanto meno l’area è popolata tanto minore saranno i problemi da superare per l’insediamento, ma è pur vero che tanto meno l’area è popolata tanto più si incide nel tessuto sociale locale. Però qui stiamo parlando di rifugiati, di persone cioè che scappano dal proprio Paese per motivi politici, per mancanza di libertà d’opinione, e che hanno riconosciuto questo status. Comunque, l’assessore comunale Belviso, quello provinciale Cecchini e regionale Coppotelli stanno lavorando affinché ci siano finanziamenti a disposizione delle comunità che accolgono questo tipo di soluzioni; e c’è attenzione a questa problematica, e di questo ho diretta testimonianza per aver partecipato ad un incontro col ministro Maroni.

FROSINONE - Perché la Regione non organizza un tavolo permanente per monitorare i tre fenomeni criminosi più preoccupanti: stranieri, infiltrazioni camorristiche e usura?


E’ una proposta che accolgo. Sia per l’individuazione delle tematiche sia per la particolare rilevanza che hanno sullo specifico del territorio. Chiederò al nostro osservatorio tecnico-scientifico di predisporre tutti i passaggi propedeutici ad un’in iziativa che vada in tal senso, considerandola corretta.

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Angelo Perfetti










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