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vertice sui migranti

La proposta di Conte all'Ue in 10 punti: "Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa"

Migranti, Conte a Bruxelles: "Europa responsabile, superare il trattato di Dublino"

Cravatta blu Europa e modi pacati. Il premier Giuseppe Conte siede al tavolo dei 16 Paesi membri dell'Ue dopo giorni di alta tensione, in cui il governo italiano è arrivato a minacciare di disertare il summit di Bruxelles in seguito alla diffusione della bozza di un preaccordo franco-tedesco sui migranti. Jean-Claude Juncker lo accoglie con un abbraccio e un sorriso, come fossero conoscenti di vecchia data. Emmanuel Macron lo ascolta con attenzione mentre spiega il suo punto di vista e, a fine giornata, Conte commenta con un tweet l'esito della riunione informale che si conclude con una tregua di fatto ma senza un'intesa, in vista del Consiglio europeo di giovedì. "Rientriamo a Roma decisamente soddisfatti. Abbiamo impresso la giusta direzione al dibattito in corso". Parole in sintonia con l'ottimismo espresso nel primo pomeriggio quando ha annunciato che l'Italia avrebbe presentato da lì a poco una proposta "completamente nuova, basata su un nuovo paradigma" di soluzione dei problemi della migrazione.

Dal vertice, riferiscono fonti di governo, il premier Conte ha ottenuto che si rifinanzi il Trust fund Africa (il Fondo fiduciario) per la Libia ed è stato confermato il sostegno europeo alla guardia costiera libica e agli accordi in essere con il governo libico, oltre al riconoscimento sostanziale della leadership italiana. Nel corso dei colloqui, Conte ha poi riferito della telefonata con Fayez al-Serraj che ha confermato l'impegno libico. Il ministro dell'Iterno Matteo Salvini è atteso lunedì in Libia e anticiperà ad al-Serraj che il presidente del Consiglio italiano è disponibile a incontrarlo a breve.

Il documento portato a Bruxelles si intitola 'European multilevel strategy for migration' (6 premesse e 10 obiettivi)e si basa su di un assioma: "Chiunque sbarchi in Italia, sbarca in Europa". E su di un avvertimento: "Schengen è a rischio". Complessivamente, però, il documento è giudicato anche dal principale 'avversario', il presidente francese Emmanuel Macron, "coerente con l'insieme delle discussioni portate al tavolo" dagli altri Paesi Ue. Dallo scontro aperto tra Francia e Italia, si è dunque passati al riconoscimento formale di Conte da parte di Macron che però punta il dito contro chi cerca di "strumentalizzare la situazione dell'Europa per creare una tensione politica e giocare con le paure". Il convitato di pietra, neanche a dirlo, è il ministro Matteo Salvini che torna a tuonare contro le Ong "voraci" e plaude a Conte: "Finalmente dopo anni di silenzio l'Italia torna ad avere una voce forte in Europa".

Il cuore della proposta italiana consiste nella la richiesta di istituire "centri di protezione" nei diversi Stati dell'Unione e nei Paesi di transito in Africa, come Niger e Libia. L'Italia chiede anche più aiuti per i Paesi africani che combattono la tratta di esseri umani, oltre a invocare "sanzioni finanziarie" per gli Stati dell'Ue - come Ungheria, Polonia e altri paesi dell'Europa centrale - che non accettano le quote di rifugiati. Altro punto del documento è il superamento del regolamento di Dublino. "L'obbligo di salvare vite non può diventare l'obbligo di gestire le domande d'asilo per conto di tutti", si legge. Nel programma, Roma propone una maggiore condivisione degli oneri e suggerisce che la priorità dell'Ue sia arginare l'arrivo di migranti, non regolare i movimenti dei migranti 'secondari' attraverso i confini interni dell'Ue.

Dall'opposizione tuona il Pd. Per il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, "non c'è nessun 'cambio radicale' nel doc italiano. Da anni si lavora su questi punti. Oggi però l'Italia è più isolata e l'Europa più divisa anche per colpa delle vostre pericolose iniziative di propaganda". Mentre il Dem Sandro Gozi (ex sottosegretario agli Affari europei) sottolinea come il superamento del regolamento di Dublino sia in discussione ormai da tempo, ma che a firmarlo fu proprio la Lega del cui governo Conte è espressione. Non solo, per Gozi il piano presentato dal premier in Europa ricalca in pieno la Dichiarazione di Malta siglata nel 2017 dal governo Gentiloni e dagli altri membri del Consiglio europeo.

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