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Harry e Meghan hanno detto sì

Nozze multiculturali nella vecchia Inghilterra. Nella cappella di San Giorgio a Windsor il sermone-show del vescovo Usa. Poi le note di “Stand by me”

È il giorno di Harry e Meghan, in migliaia a Windsor per le nozze reali

Era etichettato, in modo retorico, come il matrimonio dell'anno. Quelle del principe Harry e dell’attrice afroamericana Meghan Markle sono state, in maniera icastica, le più belle di casa Windsor, da cinquant’anni a questa parte. Così piene di suggestioni, turbamenti, emozioni urlate o trattenute. Perfetto, forse vagamente bizzarro per tutti quegli inglesi ospiti della famiglia reale che avrebbero preferito lo stilismo all’ambiance, il rispetto di un cerimoniale rigoroso alla contaminazione (gioiosa) di atmosfere. Harry e Meghan Markle si sono giurati amore eterno nella cappella di San Giorgio, nel parco del castello di Windsor, poco dopo le tredici (ora italiana) di oggi.

Il matrimonio tra l’ultimogenito di Carlo e Diana e l’attrice di soap opera era stato funestato da presagi non proprio incoraggianti: la data delle nozze, tanto per cominciare, coincide con quella in cui Anna Bolena, moglie dell’avo di Harry, Enrico VIII, fu fatta decapitare dal marito. Il padre della sposa, poi, ha fatto il resto, inciuciando con un paparazzo per farsi fotografare dietro lauto compenso, finendo con l’essere escluso dalla cerimonia. I fratellastri dell’attrice hanno gettato benzina sul fuoco, insultando la futura sposa con ogni sorta di accusa. In poche parole H&M sono arrivati ad oggi esausti, sebbene esibissero sorrisi di smagliante malinconia in pubblico.

Le nozze hanno avuto inizio alle tredici in punto, come previsto dal protocollo. In mattinata la regina aveva concesso al nipote i titolo di duca di Sussex, conte di Dumbarton e barone Kilkeel, specificando che la sposina sarebbe stata identificabile, dalle nozze in poi, come sua altezza reale la duchessa di Sussex.

Il primo goal gli sposi l’hanno compiuto scegliendo Philippa Craddock come fiorista. La cappella di San Giorgio, costruita nel 1400, è stata puntellata da selvagge siepi verticali. I rami di betulla, faggio e carpino sono stati disseminati di (poche) peonie e rose bianche. L’impatto è stato dei migliori, senza retrogusto lezioso.

L’abito della sposa, vagamente ispirato a quello di Carolyn Bessette, la moglie di John John Kennedy, faceva retrocedere gli altri indossati dalla donne di casa Windsor nel corso degli anni. Privo di sbuffi o merletti, di taglio moderno, rilasciava l’unico vezzo nel sofisticato velo lungo cinque metri, orlato da pizzo che rappresentava i simboli dei Paesi del Commonwealth. Chic oltre ogni aspettativa perché l’ex miss Markle fino ad oggi non è che avesse brillato, in quanto a stile. E’ stata Claire Waight Keller, già collaboratrice di Givenchy, a disegnarlo. Sul capo della sposa non c’era la tiara Spencer (peccato), indossata da Diana a suo tempo, ma una preziosa fascia di diamanti appartenente alla regina e risalente al 1932, al centro della quale spiccava una spilla datata 1893. L’insieme è risultato perfetto.

L’unica parente della sposa era la mamma, Doria Ragland, sobriamente abbigliata con un tubino verde pastello, che ha pianto durante l’intera cerimonia, miscelando commozione ad una evidente malinconia. Il padre di Harry, Carlo, ha accompagnato Meghan Markle (arrivata ed entrata in chiesa sola) fino a consegnarla al figlio. Sfingeo e opaco, il principe del Galles sembrava stare da un’altra parte, non nella cappella in cui si sposava il suo figlio più piccolo.

 

I tabloid inglesi intanto conteggiavano le nozze, costate 36 milioni di sterline, 32 dei quali spesi per azionare un apparato di sicurezza in grado di fronteggiare eventuali attacchi terroristici. Confusi tra la folla (centomila i presenti a Windsor) c’erano centinaia di poliziotti di Scotland Yard e dell’MI5, che hanno chiesto anche agli ospiti due (due) documenti d’identità. La spesa tuttavia è valsa l’impresa.

Il matrimonio ha portato nelle casse inglese un miliardo di sterline. Tre miliardi gli spettatori che hanno seguito il matrimonio da un emisfero all’altro del globo terrestre, più o meno quelli che seguirono le nozze fra Carlo e Diana il 29 luglio 1981. La torta è venuta a costare solo 60.000 sterline, lo champagne 350.000. A rendere stupefacente questo matrimonio, a renderlo unico, anzi, è stato il reverendo della Chiesa episcopale americana Michael Curry che attraverso una dialettica ed una gestualità troppo colorita e colorata per la famiglia reale (ridacchiavano e sembravano ridacchiare in molti, tra le file dei Windsor) ha espresso un suo sermone intensamente coinvolgente sul potere dell’amore, citando tra l’altro parole di Martin Luther King. Molti dei gelidi inglesi non hanno forse apprezzato, ma l’efficacia di quelle parole è arrivata persino a Camilla Parker Bowles, l’unica esponente della famiglia reale presente a trattenere a stento le lacrime, pur avendo evitato di omaggiare gli sposi con sorrisi e smancerie.

Dopo le parole di Curry, le note di “Stand by me” ed il matrimonio è sembrato assumere i contorni di un musical americano in cui danzano con l’agilità di acrobati fate e re, principi e orchi. L’assenza di papà Markle è pesata, eccome. La sposa ha dimostrato coraggio ma Harry, quando l’ha vista entrare sola, in chiesa, per poco non scoppiava a piangere. Ed al padre indifferente (o superficialmente indifferente) ha rivolto un “grazie, papà”.

Qualche parola sugli ospiti ed i loro abiti: Anna d’Inghilterra, zia dello sposo, indossava un’orribile vestaglia da vecchio signore di campagna. Beatrice ed Eugenia, le figlie di Sarah Ferguson e Andrea, rilasciavano l’immagine di due contadinelle in visita  ad Heidi. Oprah Winfrey si è esibita nel suo abito rosa marshmallow, Victoria Beckam (sempre piu’ cupa, perché pare che il suo, di matrimonio, non navighi in buone acque) è stata aspramente criticata per l’abito funeral-blu con cappellino ravvivato da qualche inappropriata paillette. La più elegante? Amal Clooney, in arancio, sottobraccio al marito in abito da giorno. La più spaesata Sarha Ferguson, arrivata sola e confinata insieme alla famiglia Spencer, lontana dalle figlie principesse e dall’ex marito Andrea, rimasto tutto il tempo con il muso lungo. La regina Elisabetta, in verde evidenziatore e viola, non ha aperto bocca. Il duca di Edimburgo ha scambiato con il nipote Harry più di un sorriso complice, a dimostrazione che sotto la cenere, anche tra i Windsor qualche oncia di cuore batte. E come si fa d’altro canto a non volere bene al principino più amato del mondo?

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