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Argentina, mistero sul sottomarino scomparso. E la tempesta complica le ricerche

Silvia Sfregola
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Una tempesta ha complicato ulteriormente le operazioni di ricerca del sottomarino argentino scomparso nelle acque dell'Atlantico meridionale mentre le autorità stanno ancora lavorando per verificare se le sette chiamate satellitari, che hanno fatto crescere le speranza di ritrovare in fretta e in vita i 44 membri dell'equipaggio, provenissero dal sommergibile. Aerei statunitensi con a bordo esperti nella ricerca sottomarina sono arrivati in Argentina per aiutare a trovare l'Ara San Juan, che si trovava a 432 chilometri al largo della costa dell'Argentina quando la sua posizione è stata segnalata per l'ultima volta mercoledì scorso. Oltre una dozzina di navi e aerei provenienti da Argentina, Stati Uniti, Regno Unito, Cile e Brasile sono impegnati nelle operazioni. Le autorità hanno dovuto supervisionare il mare dall'alto a causa di una perturbazione che ha portato onde alte fino a 8 metri e venti fino a 40 nodi. "Purtroppo queste condizioni dovrebbero durare per 48 ore", ha spiegato l'ammiraglio della marina argentina, Gabriel Gonzalez, parlando dalla base navale di Mar del Plata, dove il sottomarino si stava dirigendo verso prima di scomparire. Il ministero della Difesa ha fatto sapere che il sottomarino sembra aver tentato di stabilire un contatto attraverso sette chiamate satellitari, poi fallite, tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio di sabato, ma secondo Gonzalez non è ancora chiaro se le chiamate siano state inviate proprio dalla San Juan. Il governo sta lavorando con la Iridium Communications Inc per tracciare la posizione delle chiamate. Le operazioni di ricerca hanno coinvolto circa l'80% dell'area dove si presume possa essere il sottomarino ma al momento non è stato rilevato alcun segnale, come ha spiegato il portavoce della marina Enrique Balbi. L'equipaggio, comunque, dovrebbe disporre di abbondanti scorte di cibo e ossigeno per sopravvivere in questi giorni. Secondo la marina, forse un'interruzione elettrica della nave a propulsione diesel potrebbe aver interrotto le comunicazioni anche se il protocollo richiede che i sottomarini riemergano in caso di perdita di contatto. I parenti dei membri dell'equipaggio hanno raggiunto la base navale di Mar del Plata, dove era previsto che il sottomarino arrivasse verso mezzogiorno di oggi dopo essere salpato mercoledì da Ushuaia. Anche Papa Francesco, nato in Argentina, ha rivolto una preghiera agli uomini dell'equipaggio nel suo Angelus domenicale.

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