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SCONTRO SUL REFERENDUM

Catalogna, gli elettori occupano i seggi. I trattori invadono Barcellona

Catalogna, gli elettori occupano i seggi. I trattori invadono Barcellona

Sulla Catalogna in pieni preparativi per il referendum illegale sull'indipendenza di domenica, si abbatte l'offensiva di Madrid per fermare il voto in una sfida dall'esito incerto e che allunga ombre sinistre sulla consultazione. Prosegue la 'guerra' dei giudici - unica autorita' che sta agendo concretamente in Spagna - contro il voto. Il Tribunal Superior de Justicia de Cataluna (TSJC) ha ordinato alla Generalitat (regione autonoma) catalana di sospendere il sistema di voto elettronico, conosciuto come 'evot'. Il giudice Mercedes Armas, che dirige le indagini sul 'governo' catalano e il referendum, definito illegale dalla Corte Costituzionale spagnola, ha intimato al 'Centro de Seguridad y de la Informacion de Cataluna' (Cesicat) di bloccare ogni sistema per "individuare i punti dove sara' possibile votare elettronicamente nei diversi seggi elettorali istituiti dagli organizzatori del referendum". In precedenza sempre i giudici catalani hanno ordinato a Google di bloccare un applicazione diffusa dal presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, per poter votare al referendum. App che Puigdemont ha diffuso via Twiter mercoledi e che si chiama "onvotar1oct@gmail.com".

La Guardia Civil - la polizia nazionale - aveva segnalato ai giudici che l'app forniva in tempo reale gli indirizzi dove sarebbero stati organizzati all'ultimo momento i seggi ufficiosi, dopo la chiusura di quelli ufficiali da parte della polizia sempre su ordine della magistratura. Questi gli ultimi sviluppi che hanno visto nel tardo pomeriggio alcuni indipendenstisti occupare 2 scuole nel centro di Barcellona, trasformate in seggi per il referendum, benche' la polizia locale, i Mossos d'Esquadra, abbiano ricevuto l'ordine di chiudere tutti i punti di votazione e sequestrare tutte le urne entro le 6 di domenica. Mossos d'Esquadra che stasera hanno autorizzato agli occupanti di restare nelle scuole. Intanto re Felipe VI, preoccupato che la tensione in Catalogna - dove era accorso per partecipare ai funerali delle vittime dell'attentato del 17 agosto e per visitare i feriti, e venne contestato e fischiato dagli indipendentisti anche nel momento del lutto - possa degenerare, ha annullato ogni impegno da lunedi' 2 ottobre a domenica 8. Intanto il sindaco, Ada Colau, ha annunciato che domenica votera' al referendum, ma votera' per protesta scheda bianca perche' le condizioni in cui si svolgera' la consultazioni non sono quelle giuste. Da parte sua la Generalitat ha presentato i dettagli organizzativi della giornata elettorale, mostrando persino l'urna per le schede: una scatola bianca in plastica, con il simbolo della regione autonoma. 

Durissima la risposta di Madrid: al termine di una riunione tutta incentrata sulla consultazione, il governo di Mariano Rajoy ha avvertito i secessionisti. "Ne risponderete davanti ai tribunali", ha detto il portavoce dell'esecutivo, Inigo Mendez de Vigo, ripetendo che il referendum domenica non si fara' perche' e' "illegale" e quindi "l'obbligo di uno Stato di diritto e' quello di impedirlo". Il governo spagnolo ha gia' inviato 10.000 uomini di rinforzo nella regione ribelle, per lo piu' agenti della Guardia civil e della Policia Nacional. Dalle autorita' spagnole prosegue anche l'offensiva giudiziaria, con il Consiglio dei ministri che ha annunciato ricorso contro tre leggi catalane, giudicate anticostituzionali perche' interferiscono con le competenze statali. Si tratta di quelle che istituiscono l'Agenzia di protezione sociale della Catalogna, attiva in materia di sanita' e sicurezza sociale, quella che sancisce il diritto all'abitazione, e quella sui testamenti digitali. Domenica si votera' dalle 9 alle 20: 5,3 milioni le persone con diritto di voto, che potranno recarsi nei 2.315 seggi elettorali sparsi in tutto il territorio, 6.249 sezioni in tutto, in cui lavoreranno 7mila persone tra i 50mila volontari coinvolti nell'intero processo elettorale.

Il portavoce del governo catalano ha riferito che la gran parte degli scrutatori ha gia' ricevuto la convocazione. Quanto all'ipotesi che Madrid blocchi il voto, il vicepresidente della Generalitat, Oriol Junqueras, ha spiegato che "ci sono diverse alternative se qualcuno chiude i seggi. Anche se portano via un'urna o cento, ci sono molte maniere di votare". 

Il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha disertato il vertice Ue di Tallin per rimanere a Madrid a seguire gli avvenimenti. Stamane ha convocato i ministri e, al termine, ha avvertito la Generalitat e "i suoi alleati del Cup", il partito indipendentista di sinistra, che risponderanno dinanzi ai tribunali della loro "grave slealta' istituzionale" e della loro "disobbedienza costituzionale". "Siamo in presenza di un processo continuato di disobbedienza costituzionale contro una democrazia europea accreditata e prestigiosa come la Spagna e, in pieno secolo XXI, contro uno Stato membro dell'Unione Europea". Il portavoce ha ricordato ai secessionisti che l'Unione Europea -da ultimo, il presidente del Parlamento, Antonio Tajani- e' a fianco del governo centrale; ha definito "disgustoso" l'ipotesi ventilata da alcune Associazioni di genitori catalani di organizzare attivita' extra scolastiche negli istituti che nel fine settimana dovrebbero ospitare i seggi, per far si' che rimangano aperti. E ha concluso: "Tutti, ripeto tutti, sono obbligati a rispettare le leggi, nessuno e' al di sopra della legge. La convivenza e il progresso e il benessere non sono possibili a margine dello Stato di diritto". Poche ore prima il Garante per la Privacy aveva avvertito gli scrutatori che rischiano multe fino a 300mila euro.

Intanto 2.150 trattori degli agricoltori catalani hanno iniziato a dirigersi verso Barcellona e le altre citta' della regione: e' la risposta all'appello lanciato dall'Assemblea Pagesa, il movimento sociale e sindacale indipendente della regione, che ha chiesto di recarsi con i mezzi agricoli davanti alle sezioni in cui dovrebbero essere organizzati i seggi per ostacolare l'eventuale intervento delle forze di polizia che dovranno chiudere i luoghi in cui si dovrebbe votare. C'e' polemica anche per la mobilitazione degli alunni invocata da alcune associazione catalane per evitare atti di forza della polizia nelle scuole in cui si vota: un portavoce del governo ha definito "disgustoso" che si utilizzino bambini e ragazzi come una sorta di "scudi umani". Di certo si sa che molti gruppi di volontari si stanno organizzando per svolgere attivita' e restare a dormire all'interno delle scuole, impedendo che vengano sgombrate. Da oggi e fino a lunedi' ci sono anche restrizioni allo spazio aereo sopra Barcellona: l'ente per l'aviazione civile ha chiarito che si tratta di una misura abituale in caso di eventi sportivi, ma c'e' chi pensa sia una misura che domenica servira' a limitare lo sguardo sulla citta' e quel che accadra'.

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