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ALLERTA ROSSA DOPO IL NUOVO TEST

Minaccia Nord Corea: "Il nostro missile può trasportare una grande testata nucleare"

Minaccia Nord Corea: il nostro missile può trasportare grande testata nucleare

Nella notte tra sabato e domenica, la Corea del Nord ha compiuto un nuovo test balistico. Il missile, battezzato Hwasong 12, sarebbe in grado di trasportare una "grande" testata nucleare. Lo ha riferito la Kcna, l'agenzia di stampa statale nordcoreana. Il missile è stato lanciato alle 5.27 ora locale (le 22.27 ora italiana di sabato), dalla località di Kusong, nel nordovest della Corea del Nord, e ha percorso fra 700 e 800 chilometri prima di cadere nelle acque del Mar del Giappone. Il leader del regime nordcoreano, Kim Jong-un, ha seguito passo passo il lancio balistico che, secondo quanto spiegato dall'agenzia, è stato effettuato al fine di "verificare le caratteristiche tattiche e tecniche del missile balistico di nuova concezione, in grado di trasportare una testata nucleare pesante di grandi dimensioni".

Il nuovo lancio giunge in un periodo di insistenti appelli della comunità internazionale a fermare i programmi nucleari e missilistici, soprattutto in considerazione della crescente tensione con gli Stati Uniti guidati dal presidente Donald Trump. E giunge anche in coincidenza con la celebrazione a Pechino del forum sulla nuova via della seta, a cui partecipano una trentina di leader da tutto il mondo, compresi il presidente russo Vladimir Putin e il segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, nonché il premier italiano Paolo Gentiloni.

Ieri sono arrivate numerose condanne da Corea del Sud, Usa, Giappone e Cina. Il nuovo presidente sudcoreano, Moon Jae-in, ha definito il test "una grande sfida". Moon, pur favorevole al dialogo con il regime del Nord, già ieri ha avvertito: dialogare con Pyongyang "sarebbe possibile solo se la Corea del Nord cambiasse il suo atteggiamento". Seul e Washington, inoltre, hanno analizzato la situazione e discusso di possibili risposte in una conversazione telefonica tra il direttore nazionale sudcoreano della sicurezza, Kim Kwan-jin, e il suo omologo Usa, H.R. McMaster, che hanno espresso una condanna congiunta del lancio.

Oggi il presidente russo Vladmir Putin, a margine del vertice sulla nuova Via della Seta a Pechino, ha detto che "dobbiamo tornare a dialogare con la Corea del Nord, smettere di minacciare Pyongyang e trovare la strada per risolvere il problema pacificamente". Putin ha confermato di essere "contrario, in modo categorico, all'espansione dei programmi nucleari in Corea", che sono "dannosi e pericolosi". Il missile lanciato ieri a poche decine di chilometri dai confini della Russia nel Mar del Giappone, "non ha rappresentato una minaccia per noi" ha chiarito Putin, ma "l'escalation di questo conflitto non porta a nulla di buono". "Credo che ci sia bisogno di fermezza, diplomazia e di sanzioni", ha detto il premier Paolo Gentiloni, parlando oggi a margine del vertice di Pechino al 'Belt and Road Forum'. "E' il messaggio che deve venire molto chiaramente dalla comunità internazionale - ha proseguito Gentiloni - ne parleremo anche al G7 di Taormina".

Quanto al Giappone, il premier Shinzo Abe ha detto che il test è "assolutamente inaccettabile" e ha aggiunto che Tokyo continuerà a lavorare con Seul e Washington per rispondere alle provocazioni della Corea del Nord. Anche la Cina, unico alleato di Pyongyang, è intervenuta tramite il suo ministero degli Esteri per condannare il lancio, criticando "la violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite" da parte di Pyongyang e chiedendo "moderazione a tutte le parti per non aggravare ancora di più le tensioni nella regione".

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