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COINVOLTE DUE STAZIONI

Russia, esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo: almeno 11 morti e 49 feriti

Evacuate e chiuse tutte le fermate. Identificato dalle immagini un presunto attentatore ma la polizia cerca due persone: si indaga per terrorismo

Russia, esplosioni nella metropolitana di San Pietroburgo

Una strage nella metropolitana di San Pietroburgo, la città di Vladimir Putin che era in visita per partecipare a un forum, riporta l'incubo terrorismo in Russia. Una bomba è esplosa su un convoglio che aveva appena lasciato la stazione di Ploshchad Sennaya, causando almeno 11 morti e 47 feriti ricoverati in ospedale, di cui sei in gravi condizioni. Un secondo ordigno inesploso è stato rinvenuto e messo in sicurezza in un'altra stazione, Ploshchad Vosstania. Sette delle vittime sono decedute nell'esplosione, una mentre veniva soccorsa e altre due in ospedale. Probabilmente la decisione del macchinista di proseguire fino alla stazione successiva ha salvato molte vite umane, accelerando i soccorsi. L'Unità di crisi della Farnesina è al lavoro con il consolato per verificare se siano coinvolti connazionali.

Nel metrò in fuga dall'inferno
Erano le 14.40 locali quando nel sottosuolo della seconda città russa si è scatenato l'inferno: le prime immagini hanno mostrato un vagone sventrato avvolto in una coltre di fumo e i corpi stesi sulle banchine con i passeggeri che fuggono verso le uscite. L'ordigno rudimentale, nascosto in una valigia 24 ore lasciata nel terzo vagone prima della partenza del convoglio, aveva la potenza di 200-300 grammi di tritolo ma conteneva chiodi e frammenti di ferro per renderlo ancora più letale. Tutte le stazioni della città sono state chiuse. 

Due ricercati per l'attacco: si indaga per terrorismo
Il premier russo, Dmitry Medvedev, ha parlato di "attentato terroristico" e il Comitato investigativo nazionale ha aperto un'indagine con questa ipotesi in base all'articolo 205 del codice penale. La polizia ha fatto sapere che ci sono due ricercati per l'attentato e ha diffuso un'immagine del presunto attentatore catturata dalle telecamere di sicurezza, che sembrerebbe avallare la pista islamista: un uomo con copricapo di feltro di foggia islamica, una lunga barba che ricorda quella dei salafiti, con un abbozzo di baffi. L'uomo, che indossa un lungo pastrano scuro, era entrato nella stazione metro di Sennaya 20 minuti prima dell'esplosione. "Le piste sono quelle dell'incidente, della criminalità e, anzi tutto, del terrorismo", ha spiegato il presidente Putin che si è subito messo in contatto con i servizi di sicurezza interni Fsb. Il capo del Cremlino era appena intervenuto poco distante a un convegno sui media (difendendo la libertà di Internet a patto di censurare pornografia e istigazione al suicidio) e successivamente avrebbe dovuto incontrare il presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko. Il presidente della Commissione Difesa del Senato, Viktor Ozerov, ha affermato che l'attentato è collegato alla presenza di Putin: "La scelta del luogo e della tempistica non è casuale, in citta' c'erano il presidente, il media forum e tanti giornalisti".

La lunga scia di attentati
La strage arriva a poco più di un anno dall'attentato alla metropolitana di Bruxelles del 22 marzo 2016: anche in quel caso la bomba esplose su un convoglio in viaggio tra due stazioni, Malbeek e Schuman, causando una ventina di morti. San Pietroburgo era finita indirettamente nel mirino cinque mesi prima, nell'ottobre 2015, in quanto era la destinazione dell'aereo russo della Metrojet precipitato con 224 persone a bordo a causa di una bomba esplosa dopo il decollo da Sharm-el-Sheikh, in Egitto. Negli ultimi anni la Russia è stata il bersaglio di numerosi attentati da parte di militanti ceceni: nel marzo 2010 almeno 38 persone morirono nell'attacco di due donne kamikaze nella metropolitana di Mosca. Nel 2004 oltre 330 persone, per più di metà bambini, morirono nel massacro nella scuola di Beslan. Nel 2002 la polizia fece irruzione in un teatro di Mosca per porre fine al sequestro degli spettatori e il bilancio finale fu di 120 ostaggi uccisi. Quando era premier, nel 1999, lanciò una campagna contro i separatisti islamici in Cecenia e da presidente ha continuato a combatterli. La metropolitana di San Pietroburgo, costruita nel 1955 e seconda solo a quella di Mosca, è visitata anche come meta turistica perché alcune stazioni sono tra le più belle al mondo.

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