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IL DOCUMENTO CONTRO I CLANDESTINI

"Trump valuta Guardia nazionale per gli immigrati". La Casa Bianca nega

Trump valuta Guardia nazionale per immigrati. La Casa Bianca nega

Il presidente Usa Donald Trump

Non c'è nessun piano per utilizzare la Guardia nazionale nell'ambito della stretta sugli immigrati irregolari. La smentita giunge sia dalla Casa Bianca tramite il portavoce Sean Spicer, sia dal dipartimento per la Sicurezza interna, dopo che l'agenzia di stampa Associated Press ha riferito di avere ottenuto un memo, che sarebbe stato scritto dal segretario alla Sicurezza interna John Kelly, secondo cui l'amministrazione Trump valuta l'ipotesi di mobilitare fino a 100 mila membri della Guardia nazionale nell'ambito della stretta contro l'immigrazione irregolare.

AP spiega che il documento di 11 pagine ipotizza di autorizzare la Guardia nazionale a "esercitare le funzioni di un funzionario dell'imigrazione" ed è datato 25 gennaio, proprio come l'ordine esecutivo firmato da Donald Trump per la stretta contro l'immigrazione irregolare. Associated Press ha riferito che il testo è circolato fra lo staff del dipartimento per la Sicurezza interna nelle ultime due settimane e le misure riguarderebbero 11 Stati: quattro confinanti con il Messico (cioè California, Arizona, New Mexico e Texas) e altri sette vicini a questi quattro (Oregon, Nevada, Utah, Colorado, Oklahoma, Arkansas e Louisiana).

Ma dall'amministrazione Trump arriva appunto una smentita. "Non è vero. Anche il dipartimento per la Sicurezza interna conferma che è falso al 100%", ha scritto su Twitter il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer. Associated Press, dal canto suo, ha pubblicato su Twitter una foto del documento: "Ecco il memo che prova che Trump ha valutato di mobilitare la Guardia nazionale contro gli immigrati irregolari", ha scritto l'agenzia, allegando un link in cui è possibile consultare il testo di 11 pagine. Secondo una fonte del dipartimento per la Sicurezza interna citata da Reuters, la bozza ottenuta da AP era la "versione iniziale" di un documento che stava preparando lo staff del segretario per la Sicurezza interna John Kelly, ma la discussione sull'ipotesi della Guardia nazionale è stata bloccata prima ancora che il memo arrivasse sul tavolo di Kelly. Sempre secondo la fonte, il memo per Kelly è ancora in corso di preparazione e verrà ultimato presto.

Intanto il Senato ha confermato Scott Pruitt a capo dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente (Epa), come aveva scelto Trump. Pruitt, procuratore generale dell'Oklahoma, è noto per le sue posizioni scettiche a proposito del cambiamento climatico. La sua nomina è passata con 52 voti a favore e 46 contrari, con il sostegno di due senatori democratici (cioè Joe Manchin e Heidi Heitkamp) e con il voto contrario di una senatrice repubblicana (Susan Collins). Mentre invece resta ancora vacante la poltrona di consigliere per la sicurezza nazionale, a seguito delle dimissioni di Michael Flynn e della rinuncia da parte del vice ammiraglio Robert Harward che era stato scelto da Trump per prenderne il posto. A questo proposito, tuttavia, il presidente Usa su Twitter ha fatto sapere che sta valutando quattro nomi, fra cui il generale Keith Kellogg che attualmente ricopre già l'incarico ad interim.

Sul piano internazionale, si è svolto il primo bilaterale di alto livello fra Usa e Cina. L'occasione è stata la riunione dei ministri degli Esteri del G20 che si è conclusa oggi a Bonn e a incontrarsi sono stati il segretario di Stato americano Rex Tillerson e il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che secondo l'agenzia di stampa cinese Xinhua hanno discusso di "legami bilaterali" e "questioni di reciproco interesse". Quanto al capo del Pentagono James Mattis, dopo essersi riunito con i ministri della Difesa della Nato a Bruxelles si è recato alla Conferenza della sicurezza in corso a Monaco, a cui partecipa anche il vice presidente Usa Mike Pence, e da lì ha insistito sul fatto che è "giusto" che gli Stati Uniti chiedano agli alleati di aumentare le spese nel settore della Difesa. Trump ha ribadito il suo "totale appoggio" alla Nato e si aspetta che i suoi alleati "si adattino alla situazione strategica attuale perché l'Alleanza continui a essere credibile, competente e rilevante", ha detto Mattis.

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