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LA STRAGE IN TURCHIA

Il killer di Istanbul è un cinese di Xinjiang

Il killer di Istanbul è un cinese di Xinjiang

Oltre a "volto e aspetto" del presunto militante dello Stato Islamico autore della strage di Capodanno a Istanbul, gli inquirenti ne avrebbero accertato anche la "nazionalità": lo afferma il canale televisivo "CnnTurk", e il quotidiano "Haberturk" precisa ulteriormente che costui sarebbe originario dell'Asia centrale, ma non delle Repubbliche ex sovietiche dell'Uzbekistan o del Kirghizistan, come riferito in un primo momento, bensì dello Xinjiang, regione autonoma della Cina nord-occidentale abitata dagli uiguri, etnia che parla una lingua simile al turco e di fede musulmana, già nota come Turkestan Orientale. Avrebbe inoltre 25 anni. È quanto emerge tra l'altro da una pur parziale ricostruzione della polizia, resa possibile grazie soprattutto all'esame delle riprese di varie telecamere di sorveglianza. Il giovane avrebbe preso un taxi nel quartiere di Zeytinburnu, nella parte sud del versante europeo della città, e si sarebbe fatto portare in quello di Ortakoy, più a est, dove è situata la discoteca Reina teatro dell'eccidio, costato almeno 39 morti accertati, compresi 27 stranieri, e 69 feriti. Sarebbe sceso però a una certa distanza dalla meta, a quanto sembra per il traffico troppo intenso che stava rallentando l'andatura della vettura, e avrebbe completato il tragitto a piedi, impiegando circa quattro minuti.

La prima immagine risale all'1,20 del primo gennaio ora locale, le 23,20 in Italia, e lo ritrae mentre cammina verso l'ingresso del club, già sparando: si vedono una persona crollare al suolo, poi lui che apre il fuoco contro i buttafuori, disarmati. La registrazione successiva è di tre minuti dopo, e lo immortala ormai all'interno, dove non si vede nessun altro in piedi. Un secondo giornale, Hurriyet, riferisce che l'attentatore indossava "una camiciola di colore verde, pantaloni scuri e scarpe nere", brandiva "un'arma a canna lunga" e mirava "alla parte superiore del corpo" delle vittime. All'inizio è salito al primo piano, da dove ha cominciato a colpire chi stava sotto. Quindi è sceso al pianterreno, e qui a preso a finire con proiettili alla testa coloro che erano sdraiati a terra. Dal modo metodico e dalla precisione con cui ha agito, gli esperti hanno tratto la convinzione secondo cui sarebbe dotato di un addestramento di tipo professionale. Nel complesso ha cambiato sei volte caricatore e ha esploso centottanta colpi. Non si sa quanto a lungo l'uomo si sia trattenuto dentro al Reina ma, prima di fuggire, avrebbe raggiunto la cucina nella quale sarebbe rimasto per tredici minuti, durante i quali avrebbe ripulito l'arma, che peraltro a detta di fonti investigative riservate avrebbe lasciato sul posto, si sarebbe levato il cappotto, anch'esso poi abbandonato con 500 lire turche (pari a quasi 135 euro; ndr) in una tasca, e si sarebbe cambiato. Infine si sarebbe allontanato approfittando del caos e del panico collettivo, sarebbe montato di nuovo su un taxi ma poco dopo avrebbe chiesto al conducente di fermarsi, a quanto pare sostenendo di non avere il denaro necessario per pagare la corsa. Infine, sarebbe sparito. 

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