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IL TERRORE TRA NOI

Il killer di Berlino poteva essere fermato? A maggio l'allerta su Anis Amri: È pericoloso

Tassa da 100 mila euro sul tunisino ricercato.  È stato in carcere 4 anni in Italia

Poteva essere fermato prima? Col passare dei giorni la domanda si fa più incalzante. Anis Amri, il killer di Berlino ucciso la notte del 23 dicembre durante uno scontro a fuoco con la polizia a Sesto San Giovanni, poteva essere fermato prima che la sua follia jihadista trasformasse un tir in un'arma mortale? Forse di sì. 

Anche perché Amri non era un "uomo qualunque". La televisione tedesca Wdr ha infatti svelato che il 10 maggio scorso la polizia criminale del Nordreno-Vestfalia aveva classifica il tunisino come "individuo pericoloso". Non solo, come riportano il Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano, subito dopo dalla Germania era partita un'allerta diretta a Roma, agli uffici dell’antiterrorismo.

Indicazioni chiare: se l'uomo veniva identificato durante un controllo doveva essere trattenuto e segnalato alle autorità tedesche. Insomma Amri era più che noto alle forze dell'ordine ma in questi sette mesi si è mosso indisturbato.

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