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De Niro: "Non posso prendere a pugni Trump. Emigro in Italia"

De Niro: "Non posso prendere a pugni Trump. Emigro in Italia"

«Sono un cittadino italiano, probabilmente dovrò trasferirmi lì...». Robert De Niro non ha mai nascosto la sua avversione per Donald Trump. Un mese fa, la star ha attaccato a testa bassa il neopresidente degli Stati Uniti con un video diventato un cult: «È così stupido. È un cane, un maiale. Un artista della stronzata. Non paga le tasse, è un disastro nazionale. Mi fa arrabbiare il fatto che questo Paese sia arrivato al punto di consentire a quest'idiota di arrivare sin quiC, diceva De Niro. Ad un mese di distanza, l'"idiota" è diventato presidente dopo il trionfo su Hillary Clinton. «Prenderlo a pugni? Non posso, è il presidente», dice De Niro ospite dello show di Jimmy Kimmel. «Devo rispettare il suo ruolo, vediamo cosa farà e se davvero darà seguito a certe affermazioni. Come vediamo in molte città, tante persone sono arrabbiate e stanno protestando, aggiunge l'attore. La chiacchierata vira sull'Italia: anche Jimmy Kimmel ha origini italiane, visto che i suoi nonni sono arrivati negli Stati Uniti da Ischia. «Sono più italiano di te! - dice Kimmel - La mia famiglia è di Ferrazzano, dalle parti di Campobasso. Ho la cittadinanza italiana? Si, probabilmente dovrò trasferirmi lì....». Nato nel Greenwich Village, un quartiere di Manhattan (New York), il 17 agosto del 1943, De Niro ha ricevuto ufficialmente la cittadinanza italiana il 18 ottobre del 2006. 

Ha colto la palla al balzo Antonio Cerio, sindaco di Ferrazzano: «Ci farebbe sicuramente piacere. Sarebbe un onore», ha detto. E la strada, per certi versi, sarebbe anche spianata: «Lui ha la cittadinanza qui da noi ed è anche iscritto all'Aire», ovvero l'anagrafe degli italiani residenti all'estero. Quindi «è presente nelle liste elettorali, ha diritto di voto». De Niro, spiega il primo cittadino molisano, «in realtà all'origine era Di Niro. Poi è stato americanizzato. Originari di queste parti erano i suoi bisnonni, emigrati in America a fine '800. Qui ci sono comunque ancora suoi parenti, sicuramente un cugino di terzo grado». Il popolare attore, però, a Ferrazzano non c'è mai stato: «No, non è mai venuto», la cugina sì, è venuta a visitare in cimitero Donato Di Niro, il fratello del bisnonno di Robert. «Noi l'abbiamo invitato già a venire da noi - continua il primo cittadino - Ci farebbe veramente piacere. Ovviamente. Le sue posizioni politiche sono forti, non so se dovrebbero essere così. Personalmente anche io se fossi stato in America non avrei votato Trump». Posizionato a 870 metri, Ferrazzano in passato ha ospitato una rassegna dedicata proprio all'illustre concittadino: «Grazie ad una associazione presieduta dalla mia antagonista politica - ricorda - E comunque se venisse qui da noi avrebbe diritto di voto. Qui si va alle urne tra due anni e mezzo e se mi desse il consenso non mi dispiacerebbe», dice ancora scherzando Cerio. Comunque «spero che per allontanarsi dalla delusione delle elezioni possa pensare di avvicinarsi e venire da noi».

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  • mario

    rossi

    07:07, 11 Novembre 2016

    Caro De Niro, in Italia chi prendi a pugni?

    Da chi cominci? Ovviamente da chi sta al governo, mica da quelli all'opposizione che non contano niente. Poi, come la mettiamo con la Boldrini, con i centri sociali e black bloc, con il papa e con la Raggi che non decide mai, perche` ancora non si e`capito quale siano le sue priorita`? E con i sindacati, che quasi tutti i week end bloccano Roma (cominciando dal venerdi` ovviamente)? E se per caso venissi borseggiato dal solito rom impunito o assalito dal sempre solito clandestino pazzo? Forse e` meglio che te ne rimani in USA, non vorremmo un altro impazzito in piu`.

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