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ELEZIONI USA

Testa a testa Clinton-Trump dopo lo scandalo delle email

Usa Testa a testa Clinton-Trump dopo lo scandalo delle email

Hillary Clinton

A otto giorni dal voto per il presidente degli Stati Uniti, la campagna elettorale americana è dominata dalla riapertura dell'Fbi delle indagini su nuove email di Hillary Clinton risalenti a quando era segretaria di Stato. Il candidato repubblicano Donald Trump, indietro nei sondaggi dopo le polemiche sulle dichiarazioni sessiste, ha colto l'occasione per accusare la rivale democratica: "Si tratta del più grande scandalo politico dai tempi del Watergate. Hillary non deve dare la colpa ad alcuno se non a se stessa", ha dichiarato durante un comizio in Colorado.

Ma Clinton non si è fatta intimidire e dalla Florida ha risposto: "Non bisogna essere distratti da eventi come la riapertura delle indagini. È molto strana la lettera del direttore dell'Fbi James Comey. Si tratta di una decisione senza precedenti e molto preoccupante", ha dichiarato lamentando le "poche informazioni" fornite dall'Fbi. "È molto strano mettere qualcuno in queste condizioni, con così poche informazioni in proposito, proprio prima delle elezioni", ha aggiunto la candidata durante un comizio in cui ha nuovamente esortato il Bureau a "spiegare" tutto e a mettere "le carte in tavolo".

 

 

Nel frattempo un primo sondaggio condotto dall'Abc/Washington Post nei giorni successivi all'annuncio dell'Fbi rivela come sei elettori americani su dieci sostengano che la notizia della nuova indagine non farà differenza nelle loro intenzioni di voto. Secondo la rivelazione, poco più di 3 americani su dieci hanno detto di essere meno propensi a votare per Clinton mentre il 2% si dice più favorevole a votare per la candidata democratica. Nel sondaggio, condotto tra il 27 e il 28 ottobre, si conferma comunque un serrato testa a testa tra i due candidati a livello nazionale dove clinton è al momento in testa con il 46% delle preferenze contro il 45% del repubblicano Donald Trump. Clinton perde quindi un punto percentuale rispetto alla rilevazione condotta tra il 24 e 27 ottobre in cui l'ex segretaria di Stato era avanti con il 47% dei voti contro il 45% del magnate.

Ma se a livello nazionale la candidata democratica può tirare un sospiro di sollievo, in uno degli stati chiave come la Florida non è lo stesso: una rilevazione del New York Times segnala infatti una netta rimonta di Trump. Il candidato repubblicano è in vantaggio con il 46% dei sostegni contro il 42% della rivale. Nella rilevazione di un mese fa, Trump era avanti di un solo punto percentuale. Il quotidiano spiega comunque che nella media dei sondaggi clinton è in vantaggio in Florida di almeno tre punti.

A tre giorni dalla lettera di Comey al Congresso in cui annunciava il ritrovamento di nuove email legate a clinton, iniziano a emergere dettagli sull'indagine. Intanto, secondo quanto rivela la Cnn citando fonti vicine alla vicenda, il dipartimento di Giustizia americnano e l'Fbi stanno discutendo con gli avvocati del braccio destro di clinton, Huma Abedin, per ottenere l'ok a un'indagine completa sulle nuove email. Le autorità non hanno infatti ancora richiesto un mandato di perquisizione per le email, rendono noto le forze dell'ordine. Gli avvocati del governo sperano di ottenere un mandato di perquisizioni per permettere agli investigatori di controllare le migliaia di email trovate sul computer di Abedin condiviso con l'ex marito, Anthony Weiner. Il nuovo mandato è necessario perchè l'autorizzazione già esistente è legata solo all'indagine in corso su Weiner, accusato di aver invito messaggi di testo a sfondo sessuale a una 15enne del North Carolina. La stessa Abedin, riporta questa volta il Washington Post, ha riferito di non sapere come le nuove email siano finite sul computer del marito e sostiene inoltre di non avere utilizzato regolarmente il pc in questione. Per questo, spiega la fonte, il computer non era stato preso in considerazione quando il braccio destro di clintonaveva consegnato al dipartimento di Stato il materiale richiesto per la prima inchiesta dell'Fbi chiusa lo scorso luglio. Finora, non è chiaro quante delle mail siano doppioni di quelle già esaminate nell'ambito della prima inchiesta e se contengano informazioni classificate, cioè segrete, mentre si ipotizza che tra la nuova corrispondenza rinvenuta ci possano essere alcune mail che erano state cancellate dal server di Hillary clinton prima che venisse esaminato dall'Fbi nell'inchiesta conclusa a luglio.
 

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