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Libia, rapiti due operai italiani della Con.I.Cos

Nella città di Ghat, vicino al confine con l'Algeria. Si tratta di Bruno Cacace e Danilo Calonego, dipendenti della multinazionale che si occupa della manuntenzione dell'aeroporto. In ostaggio anche un canadese

Libia, rapiti due operai italiani della Con.I.Cos

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Due italiani e un canadese sono stati rapiti nella città di Ghat, nella Libia sud-occidentale, vicino al confine con l'Algeria. A riferirlo il sito d'informazione "Libya Herald" precisando che sono stati sequestrati da un commando armato vicino all'aeroporto della città. La Farnesina ha confermato il sequestro. I due connazionali sono dipendenti del gruppo Con.I.Cos di Mondovì (Cuneo), la multinazionale che si occupa della manutenzione dell'aeroporto locale, e si chiamano Bruno Cacace, residente a Borgo San Dalmazzo (Cuneo), e Danilo Calonego, proveniente della provincia di Belluno.

Il rapimento è avvenuto stamattina mentre i tre si stavano recando al lavoro. "Sconosciuti hanno sequestrato all'alba un canadese e due italiani - ha dichiarato il sindaco di Ghat, Qawmani Mohammed Saleh - Si sta lavorando per conoscere il gruppo dei rapitori ed il luogo dove sono stati portati i tre". Il rapimento non è stato rivendicato da alcuna sigla. La città di Ghat si trova sotto il controllo del governo di unità nazionale di Tripoli.

 

 

L'azienda La Con.I.Cos (Contratti Internazionali Costruzioni) di Mondovì opera da decenni in Libia dove ha ottenuto numerose commesse di ingegneria civile. L'azienda è guidata da Giorgio Vinai, che l'ha fondata nel 1977 con Celeste Bongiovanni. Due le sedi centrali: quella di Mondovì, appunto, e quella di Tripoli, dove opera la Libyan Branch.

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