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Giallo a Parigi, muore studente italiano

Suicidio o aggressione le ipotesi sul decesso di Ciro Ciocca, ventenne molisano Lo studente dell’Erasmus ai genitori: «Ho paura. Nel mio quartiere brutta gente»

Giallo a Parigi, muore studente italiano

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Ciro sorride, ha un sorriso bello, solare, pieno di vita. Sul suo profilo Facebook fotografie assieme alla fidanzata e agli amici. Sorrisi, spensieratezza, felicità. Ciro era così. Era. Perché è andato a studiare a Parigi, grazie allo strafamoso progetto Erasmus che permette agli universitari di proseguire gli studi all’estero. Proprio nella Capitale francese, dove stava costruendo il suo futuro come tanti altri studenti della sua età, Ciro Ciocca, 21 anni ancora da compiere il prossimo 21 ottobre, ha trovato la morte.

Il giovane era partito da pochi giorni dal suo piccolo paese, Riccia, in provincia di Campobasso, destinazione, appunto, Parigi. E lì aveva trovato soggiorno in un quartiere che, raccontano i suoi genitori, non gli piaceva. A lui, che veniva da un piccolo centro della nostra provincia, certe facce incutevano timore. Tanto che, telefonando al papà e alla mamma, aveva detto: di essere «preoccupato». Pare che addirittura avesse già subito il furto di un computer e temeva potesse capitargli qualcosa di brutto. Così almeno aveva detto Ciro. tanto che si è subito pensato che proprio in casa, il giovane fosse stato aggredito e accoltellato. La ricostruzione dei fatti è ancora poco chiara. E gli inquirenti ora non escludono che si sia trattato di suicidio. Comunque tutto è accaduto nella notte tra venerdì scorso, 2 settembre, e sabato 3 settembre. Immediatamente trasportato in un ospedale parigino il giovane è rimasto in fin di vita per ben cinque giorni.

Al suo capezzale i genitori e il fratello Gianluigi che su un post disperato sullo stesso social network dove appaiono le foto sorridenti di Ciro, scriveva: «Non doveva succedere a lui! Ti prego Dio, se esisti davvero, fai qualcosa!». Aveva appena saputo dell’aggressione (o dell’auto ferimento?), Gianluigi, e chiedeva l’aiuto di qualcuno in grado di parlare francese in un «dialogo di alti livelli». Quel fratello tanto amato e tanto diverso da lui, era in un letto di ospedale, e lui non poteva fare nulla per aiutarlo, se non chiedere su Fb aiuto ad altri. Purtroppo la situazione è precipitata. Troppo gravi le ferite, Ciro non ce l’ha fatta. Nel tardo pomeriggio di ieri il suo cuore ha smesso di battere gettando nello sconforto la famiglia, gli amici, la fidanzata e la comunità di Riccia, comune molisano di poco più di 5.000 abitanti.

«Sgomenti e addolorati per la notizia dell'accoltellamento a Parigi del giovane studente molisano. Esprimiamo il più profondo cordoglio alla famiglia di Ciro Ciocca, ai suoi genitori e al fratello, siamo vicini alla comunità di Riccia scossa da una morte che non trova consolazione», ha detto il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura. «Ciro era partito con i sogni dell'Erasmus, è inaccettabile che qualcuno glieli abbia spezzati per sempre - aggiunge - Chiediamo al governo italiano di impegnarsi con le autorità e le istituzioni francesi per fare piena luce su un atto di violenza tanto efferata».

Sul caso indaga la gendarmeria francese che, prima di dare il nulla osta per il rimpatrio della salma del ventenne, deve far chiarezza sui contorni della morte di Ciro. IN un primo momento si era pensato che alla base dell’accoltellamento si fosse il tentativo, finito in tragedia, di rubare allo studente italiano il cellulare. Dopo il ricovero in ospedale, le condizioni del giovane sarebbero state stabili: poi un improvviso peggioramento nella giornata di ieri fino alla morte.

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