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Auto con 7 bombole di gas a Notre Dame

Ancora paura a Parigi per il rischio attentati. L’ultima fibrillazione delle forze di sicurezza è stata causata dal ritrovamento di un’auto piena di bombole di gas. Era parcheggiata, in una zona con...

Ancora paura a Parigi per il rischio attentati. L’ultima fibrillazione delle forze di sicurezza è stata causata dal ritrovamento di un’auto piena di bombole di gas. Era parcheggiata, in una zona con divieto, vicino a uno dei monumenti nazionali francesi più conosciuti nel mondo dopo la Torre Eiffel, la cattedrale di Notre Dame. Sei persone sono state fermate ma quattro sono già tornate libere.

L’allarme è scattato domenica mattina intorno alle sette ma la notizia è trapelata solo ieri. L’automobile, una «Peugeot 607» era in sosta vicino alla celebre cattedrale. A segnalarla era stato il cliente di un vicino bar che aveva notato la vettura con i lampeggianti accesi e ha chiamato la polizia. A bordo della Peugeot, che era priva di tardga, c’erano sette bombole piene di gas. Scattate immediatamente le indagini, sei persone sono state fermate, tra cui il proprietario dell'auto e una donna, bloccati nella notte tra martedì e mercoledì scrosi, mentre percorrevano un'autostrada nei pressi di Orange, nel dipartimento di Vaucluse, nella Provenza-Alpi-Costa Azzurra. I due, lui trentaquattrenne e lei di 29 annni, ambedue originari di Loiret, erano noti all'intelligence frances e, che li aveva inseriti in una lista di persone da tenere sotto controllo perché ritenuti «aperti» alle tesi del Califfato di Abu Bakr al Baghdadi. Gli altri quattro sono già stati rimessi in libertà, perché evidentemente nei loro confronti non erano emersi adeebiti concreti.

Nella macchina c’erano una bombola di gas vuota sul sedile e altre 6, piene, nel bagagliaio. Non c'era alcun detonatore, ma all'interno sarebbero stati rinvenuti alcuni scritti in arabo. L'auto, ha riferito Florence Berthout, presidente del V Arrondissement parigino, è rimasta parcheggiata «per quasidue ore» a Rue de la Bucherie, in una zona dove la sosta è vietata. La procura anti-terrorismo della capitale francese ha aperto un'inchiesta per associazione a delinquere per crimini terroristici. Gli inquirenti hanno preso molto seriamente il ritrovamento, nel contesto di allarme attuale in Francia.

Già il 24 maggio scorso, in un'audizione davanti all'Assemblea nazionale Patrick Calvar, direttore generale della sicurezza interiore (Dgsi), si era detto «persuaso» che l'Isis sarebbe passato «alla fase delle autobomba e degli ordigni esplosivi».

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