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14/02/2016 06:09

EMERGENZA TERRORISMO

Gli Usa: «Assad mantenga i patti oppure invieremo truppe di terra»

Kerry accusa: la Russia bombarda i civili. Medvedev: combattiamo i jihadisti

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«Washington sostiene Riad nella decisione di inviare truppe di terra in Siria per combattere lo Stato Islamico». A dirlo è il Segretario di Stato americano John Kerry, che ieri ha ribadito la necessià che il presidente Bashar Assad lasci il potere. «Sì, esiste la possibilità di truppe aggiuntive sul terreno che combattano contro Daesh, poiché Assad non lo sta facendo», ha spiegato Kerry, per il quale se il presidente siriano «non rispetterà gli impegni presi con la comunità internazionale e l’Iran e la Russia non lo obbligheranno a fare quanto hanno promesso, la stessa comunità internazionale non starà certamente ferma a guardare come degli scemi e aumenterà la pressione su loro». Poi un «avvertimento» alla russia. «Deve smettere di colpire gli obiettivi dell’opposizione siriana nell’ambito di una campagna aerea a sostegno di Assad prima che possa entrare in vigore la tregua in Siria», aggiunge il Segretario di Stato.

 

A Monaco, nella notte tra giovedì e venerdì, è stato annunciato l’accordo per la sospensione delle ostilità a partire dalla prossima settimana. Non si è fatta attendere la secca replica di Mosca, che ha insistito nell’affermare che «i raid prendono di mira solo terroristi». «Fino ad oggi, la maggioranza degli attacchi della Russia sono stati diretti contro i gruppi legittimi dell'opposizione - ha sostenuto il Segretario di Stato americano - Per aderire all’accordo, la Russia deve cambiare gli obiettivi». «L’intero International Syria Support Group, Russia compresa, lavorerà insieme per garantire che questo succeda», ha aggiunto Kerry riferendosi ai Paesi che hanno aderito all’accordo per la tregua. Una decina in tutto. Tra questi vi sono anche potenze rivali all’interno della regione, come Arabia Saudita e Iran, che hanno trovato un accordo per una «pausa» nei combattimenti mentre si negoziano i dettagli per un fermare le ostilità. La tregua non comprende le milizie dello Stato Islamico e del Fronte al Nusra, la branca medio orientale di Al Qaeda.

 

«Non ci sono prove che noi bombardiamo i civili, anche se tutti ci accusano di farlo», replica il premier russo Dmitrij Medvedev che ha risposto ad un precedente intervento del premier francese, Manuel Valls. «La Russia non sta cercando di ottenere obiettivi segreti in Siria, ma stiamo cercando semplicemente di sostenere i nostri interessi nazionali», ha poi aggiunto.

 

E dalle accuse per la Siria, Medvedev ha allargato il quadro alle tensioni che da tempo caratterizzano le relazioni tra Russia e Occidente, senza esitare a parlare di «nuova guerra fredda». «Siamo precipitati in una nuova Guerra Fredda - ha detto - Quasi ogni giorno veniamo accusati delle più terribili minacce nei confronti della Nato, dell’Europa, dell’America, di altri Paesi. Si realizzano film in cui la Russia inizia una guerra nucleare: a volte mi domando se siamo nel 2016 oppure nel 1962».

 

Il premier russo ha comunque voluto mostrarsi aperto al dialogo: «Costruire fiducia è difficile, ma dobbiamo iniziare. Le nostre posizioni differiscono, ma non così tanto come quarant’anni fa quando in Europa esisteva un muro». Intanto non si ferma l’avanzata verso Aleppo delle truppe fedeli al presidente Bashar al-Assad. Secondo la tv di Stato siriana, le forze lealiste, con l'appoggio dei raid aerei russi, hanno riconquistato Tamura, villaggio strategico situato su una collina che domina Anadan e Hraitan, roccaforti ancora in mano ai ribelli che si trovano alle porte di Aleppo. Le due città, situate a nord dell’ex capitale economica del Paese, sono state teatro negli ultimi giorni di pesanti bombardamenti aerei. Da inizio mese ha preso il via una massiccia offensiva delle forze lealiste per riconquistare la seconda città della Siria e tagliare le linee di rifornimento ai ribelli. Ma se non saranno istituite linee di comunicazioni «oneste» e stabili tra l'apparato militare russo e quello americano, gli accordi sul cessate il fuoco in Siria e sull’assistenza umanitaria «non potranno essere messi in pratica».

Pina Sereni

Non credo che invieranno truppe contro Assad. Putin ha il dente avvelenato e non aspetta altro che vendicare il pilota ucciso dai Turchi. Ha giurato pubblicamente che la pagheranno e vedrete che il primo aereo Turco che entrerà in Siria farà una misera fine.
Postato da angelo il 14/02/2016 20:56
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