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25/08/2014 06:03

LA GUERRA ALLA JIHAD

Il Papa nel mirino dei fondamentalisti islamici

Le segnalazioni choc dell'intelligence italiana. TERRORISMO E IMMIGRAZIONE ILLEGALE L'ex direttore del Sisde: il «pietismo» arma pericolosa

papa bergoglio

L'Italia è il trampolino di lancio dei mujaheddin e i continui sbarchi di immigrati servono da base per lo smistamento degli jihadisti in Occidente. Il nostro Paese, inoltre, avrebbe sottovalutato la presenza dei reduci della guerra in Bosnia, che non hanno mai smesso di trasmettere il messaggio jihadista anche dal carcere e che oggi sono a fianco dell'Isis. È quanto rivelano fonti dell'intelligence italiana.

Il gruppo di fondamentalisti islamici, guidati da Al-Baghdadi, inoltre, ha intenzione di alzare il livello dello scontro, colpendo ancora l’Europa e anche l’Italia. In particolare fonti israeliane ritengono che nel mirino dell’Isis ci sia anche Papa Francesco, il massimo esponente della religione cristiana, in quanto «portatore di false verità».

Si allarga, quindi, in tutto l’Occidente, il rischio che arriva dalla deriva jihadista nell’era del «dopo Bin Laden». L’Isis, infatti, vuole superare Al Qaeda e le gesta dello «sceicco del terrore». L’obiettivo è portare a termine azioni. Tra i reduci della guerra in Bosnia, e che oggi sono tra i miliziani di Al-Baghdadi, alcuni soggetti sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’antiterrorismo sin dalla fine degli anni ’90, quando a Bologna e a Napoli vennero smantellate due strutture di appoggio al Gia, il Gruppo islamico armato algerino poi divenuto Gruppo Salafita per la predicazione e il combattimento e successivamente coinvolti nella guerra all'epoca in corso in Bosnia. Tutti gli imputati furono condannati a pene minori, poiché considerati colpevoli di reati comuni, falso documentale, furti e traffico d'armi, ma tutti continuarono a propagandare il loro credo jihadista dal carcere. Alcuni, e tra questi Jarraya Khalil, detto «il colonnello», divennero degli imam improvvisati che «attiravano» in continuazione sia i detenuti extracomunitari sia alcuni italiani che decisero di abbracciare la causa islamista. Nella filiera bosniaca rientrava anche Bosnic Bilal, ex imam di Cremona che attualmente milita negli alti ranghi dell'Isis. Proprio Bilal, dunque, è stato nel nostro Paese e ha avuto modo di predicare nel nord-est. Insomma, una miscela esplosiva che per l'Italia deriva anche dall’eccessiva permeabilità delle frontiere grazie ai continui sbarchi di immigrati, spesso senza identità.

La grande forza dell’Isis in Europa, però, secondo l’intelligence deriva proprio dal’interno del Vecchio Continente e da cui provengono numerosi volontari combattenti. Alcuni europei, infatti, farebbero parte addirittura del gruppo di guardie del corpo che scortano Al-Baghdadi. L'autoproclamato califfo dello Stato islamico, stando a quanto riferito anche da fonti israeliane, nel suo più stretto entourage può vantare la presenza di convertiti occidentali, ma anche giovani di seconda generazione, nati nei Paesi europei da immigrati, e che ora hanno scelto di abbracciare il fondamentalismo islamico.

Francesca Musacchio






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