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Crimea, arrivano le prime sanzioni

I ventotto ministri degli Esteri dell'Ue hanno concordato a Bruxelles di infliggere sanzioni a 21 personalità russe ed ucraine considerate coinvolte nell'intervento di Mosca

Crimea, arrivano le prime sanzioni

Ucraina

Dopo il referendum che ha riportato la Crimea sotto il controllo diretto di Mosca arrivano le prime sanzioni. Sanzioni particolari visto che non colpiscono lo Stato ma le persone coinvolte in questa operazione. La Casa Bianca ha specificato che le sanzioni decise da Barack Obama si applicano, oltre che alle 11 personalità russe e ucraine espressamente citate, anche a "qualsiasi entità (società o azienda) o singoli (persone) attive nell'industria delle armi russe". Così come "i patrimoni personali o dei prestanome" degli esponenti della leadership russa.

I ventotto ministri degli Esteri dell'Ue, invece, hanno concordato a Bruxelles di infliggere sanzioni a 21 personalità russe ed ucraine considerate coinvolte nell'intervento di Mosca in Crimea. Tra le misure la negazione dei visti ed il congelamento degli asset detenuti all'estero. Ulteriori misure seguiranno nei prossimi giorni.

Nel frattempo il Parlamento ucraino ha approvato un decreto presidenziale che autorizza la parziale mobilitazione delle truppe e coinvolge 40mila riservisti. Andriy Parubiy, segretario del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale, ha spiegato in Parlamento che 20mila riservisti saranno inquadrati nelle forze armate e il resto all'interno della Guardia Nazionale appena creata. I risultati finali del referendum sullo status della Crimea mostrano che il 96,8% degli elettori ha votato a favore della secessione dall'Ucraina e dell'adesione alla Russia. Lo riferisce il capo della commissione elettorale della Crimea, Mikhail Malyshev, in una conferenza stampa trasmessa in televisione. Malyshev ha aggiunto che la commissione non ha registrato alcuna lamentela sulle operazioni di voto. Il primo ministro della Crimea, il filorusso Sergei Aksyonov, ha annunciato via Twitter che il Parlamento regionale si riunirà oggi per chiedere formalmente a Mosca l'annessione e sempre oggi i deputati della Crimea voleranno nella capitale russa per colloqui. Il referendum è stato dichiarato illegittimo dai leader dei Paesi occidentali, che hanno in programma di punire la Russia con sanzioni economiche. A Bruxelles si terrà oggi una riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue, in cui si valuteranno sanzioni contro Mosca, e anche gli Stati Uniti potrebbero annunciare sanzioni. Il nuovo governo di Kiev ha definito il referendum un «circo» diretto dalla Russia con la minaccia delle armi. La penisola di Crimea è da circa due settimane sotto il controllo di soldati sotto l'apparente comando russo; inoltre sabato le forze russe, sostenute da elicotteri di appoggio tattico e veicoli blindati, sono avanzate di circa 10 chilometri oltre il confine della Crimea in un'altra regione ucraina, quella di Kherson, prendendo il controllo del villaggio di Strilkove e di una struttura per la distribuzione del gas naturale. Successivamente le forze russe si sono ritirate dal villaggio ma hanno mantenuto il controllo dello stabilimento. Il Parlamento della Crimea, dopo avere dichiarato la regione uno Stato indipendente a seguito del referendum di ieri, ne ha chiesto il riconoscimento alle Nazioni unite. Il rublo è a partire da oggi valuta ufficiale della Crimea, insieme alla grivna Ancoraucraina con cui conviverà, per decreto, fino al gennaio del 2016. Lo ha sancito il Consiglio supremo della regione dopo l'esito del referendum di ieri, come viene comunicato sul sito del Parlamento della regione.

 

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