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Il Ramadan non ferma la violenza sui cristiani

Dopo giorni di sofferti negoziati, di scontri durissimi e tanti morti, la coalizione laico militare che ha defenestrato il rais islamico Mohamad Morsi ha conferito l’incarico all’economista 78enne...

Il Ramadan non ferma la violenza sui cristiani

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Dopo giorni di sofferti negoziati, di scontri durissimi e tanti morti, la coalizione laico militare che ha defenestrato il rais islamico Mohamad Morsi ha conferito l’incarico all’economista 78enne Hazem El Beblawi. Il neo premier egiziano ha dato un segnale di apertura dichiarando di non escludere la possibilità di riservare posti alla Fratellanza Musulmana all’interno del nuovo governo. Lo ha detto lui stesso in un’intervista telefonica. Belawi, nominato martedi, ha spiegato che sta ancora valutando chi inserire nella compagine del governo ad interim che sostituirà quello deposto del presidente islamista, Mohamed Morsi. Ma ha sottolineato che nella scelta dei nomi si affiderà a due soli criteri: «efficienza e credibilità». Ieri inoltre, è iniziato il Ramadan, che dovrebbe essere un mese di pace, preghiera e riflessione all’interno del nucleo familiare. Tutto questo però non è bastato a fermare l’odio e la violenza.

Purtroppo ieri le fonti di sicurezza egiziana hanno dato la notizia del secondo cristiano morto in pochi giorni. L’uomo, un venditore ambulante di 60 anni, era stato sequestrato a Sheikh Zuwayed e il suo cadavere è stato rinvenuto nel cimitero cittadino, con la testa mozzata e le mani e i piedi legati. È il secondo copto assassinato nella turbolenta provincia egiziana da sabato, quando un commando armato aveva ucciso un prete di 39 anni mentre comprava generi alimentari in un mercato di El Arish. Nel nord del Sinai operano gruppi di estremisti islamici che prendono di mira i copti per il sostegno dato alle proteste che hanno portato alla destituzione del presidente Mohamed Morsi. Sono scene di violenza terribile quelle che ci giungono dall’Egitto ogni giorno. Un video agghiacciante postato su Internet due giorni fa ha scatenato polemiche e indignazione. Nel filmato si vede una folla vociante che circonda un edificio a Gaber, a nord di Alessandria: tra di loro c’é un uomo con una lunga barba che sventola una bandiera nera, simbolo dei salafiti. L’edificio culmina in una torretta su cui hanno trovato rifugio dei giovani che sembrano poco più che adolescenti. Qualche secondo più tardi, qualcuno riesce a salire sulla torretta e spinge due dei giovani nel vuoto. Dopo il volo di quasi sette metri, il ragazzo esanime viene colpito ripetutamente. A un suo amico, poco dopo, tocca la stessa sorte. Domenica dopo la diffusione del video è stato arrestato un uomo con l’accusa di omicidio, ma per uno dei due ragazzi non c’è stato niente da fare.

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