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Egitto, ministero: Morsi al sicuro, elezioni presidenziali entro 7 mesi

Mandato d'arresto per il leader di Fratellanza e altri 9 islamici. Attacco a checkpoint nel Sinai, due morti e feriti. Rilasciati quattro giornalisti turchi fermati. Tensioni con Tunisi, convocato ambasciatore al Cairo

Egitto, ministero: Morsi al sicuro, elezioni presidenziali entro 7 mesi

Egitto,scontri all'alba tra militanti ed esercito davanti la sede della Guardia repubblicana

Il presidente egiziano deposto Mohamed Morsi si trova in un posto sicuro ed è trattato bene, ma non gli è consentito di uscire a garanzia della sua incolumità. Lo ha annunciato un portavoce del ministero degli Esteri, in una conferenza stampa al Cairo.

La procura generale egiziana ha emesso un mandato di arresto per dieci esponenti dei Fratelli Musulmani e di altri gruppi islamici, tra i quali la guida suprema della Fratellanza, Mohamed Badie, il suo vice, Mahmud Izzat Ibrahim, il vice presidentre del partito della Fratellanza (Giustizia e Libertà) Issam el-Aryan, il dirigente dello stesso partito Mohamed el-Beltagi e il vice presidente del partito della Jamàa al-Islamiya (Costruzione e Sviluppo) Safwat Abdel Ghani. Lo riferisce il sito del quotidiano al-Ahram, secondo il quale i dieci sono accusati di istigazione alla violenza e all'omicidio. 

In precedenza i Fratelli musulmani hanno respinto qualsiasi ipotesi di entrare nel governo di transizione dopo la deposizione del presidente islamista Mohamed Morsi. "Non trattiamo con i golpisti, respingiamo qualunque cosa che arrivi da questo colpo di Stato", ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce della Fratellanza, Tareq al-Morsi, dopo che erano circolate notizie su una possibile offerta di ministeri al suo movimento.

 

Tensioni tra l'Egitto e la Tunisia. L'ambasciatore tunisino al Cairo è stato convocato dalle autorità egiziane dopo le dichiarazioni giunte da Tunisi sulla situazione in Egitto e contro la destituzione di Mohamed Morsi, accolte con «sorpresa» nella capitale egiziana. Lo riferisce la radio tunisina Shems Fm. Per il Cairo, le prese di posizione tunisine «non sono in linea con le relazioni privilegiate» tra i due Paesi.

Domenica scorsa il leader del partito islamico tunisino Ennahda, Rachid Ghannouchi, ha criticato la destituzione in Egitto di Mohamed Morsi da parte dei militari, invitando i Fratelli Musulmani a «resistere». Poi anche il presidente tunisino Moncef Marzouki si è unito al coro di condanne per quanto avvenuto in Egitto, chiedendo una riunione straordinaria dell'Unione Africana sulla situazione nel Paese. Due giorni fa, infine, Ghannouchi ha condannato il «massacro» del Cairo, dove sono rimaste uccise almeno 51 persone, e chiesto manifestazioni a sostegno di Morsi.

Due persone sono morte in un attacco sferrato nella notte da miliziani islamisti contro un checkpoint delle forze di sicurezza egiziane nel Sinai. È quanto riferiscono i media locali, precisando che l'attacco ha fatto anche alcuni feriti. Non è chiaro se le vittime siano civili o uomini delle forze di sicurezza.

Sono stati rilasciati i quattro giornalisti turchi fermati ieri in Egitto. È quanto si legge sul sito web del quotidiano turco Zaman. Ieri il caporedattore dell'emittente privata 'StarTv', Nazli Oztarhan, aveva denunciato tramite Twitter il fermo da parte dei militari egiziani del reporter Murat Uslu e del cameraman Zafer Karakas. E poche ore dopo si era avuta notizia del fermo di altri due giornalisti turchi, Fatih Er di 'A Haber' e il cameraman Tufan Guzelgun.

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