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100 Le ali d’Italia festeggiano il centenario Un secolo di made in Italy ad alta quota

Dal maggio del 1913 l’Italia innova il volo Alenia Aermacchi ha 11 mila addetti Ogni 20 secondi decolla un aereo con componenti fatti nel Paese

Le ali d’Italia, quelle di Alenia Aermacchi del gruppo Finmeccania, compiono cento anni di vita. Il 1° maggio 1913 con capitali francesi e tecnologie italiane nacque la Società Anonima Nieuport-Macchi. Un secolo più tardi il nome Alenia Aermacchi raccoglie l’intero settore aeronautico di Finmeccanica. Nata il 1° gennaio 2012 dalla fusione di Alenia Aeronautica, Alenia Aermacchi e Alenia SIA, la società, è l'approdo finale di un processo di integrazione lanciato alla metà degli anni Sessanta con l'obbiettivo di competere sui mercati internazionali che già allora richiedevano protagonisti forti.

Un compleanno importante per un gioiello del made in Italy che conta complessivamente oltre 11 mila addetti impiegati in un’attività sempre più bilanciata tra il settore civile e quello della difesa caratterizzata dalla partecipazione a molti dei programmi più importanti nel settore. Dal Boeing 787 all’Eurofighter, dall’Airbus A380 al JSF. A queste collaborazioni internazionali si affiancano progetti di proprietà come gli aerei M-346 e il C-27J e una posizione negli aerei regionali attraverso le joint ventures in Atr e nel SuperJet. Una storia di successo, quella di AleniaAermacchi che nasce dall’intuizione di Giulio Macchi, la cui famiglia da quasi 70 anni affermata nella costruzione di tram e carrozze a Varese, individuò la nascente aviazione come il settore per diversificare l’azienda di famiglia. L'accordo con la francese Nieuport, i cui monoplani erano stati usati con successo dall'Italia durante la guerra di Libia, fu raggiunto nel novembre 1912. Alla fine del conflitto mondiale l'industria italiana aveva costruito oltre 12.000 velivoli. L’Italia aveva messo le ali. L’armistizio frenò la domanda e lo sviluppo. La ricostruzione si vide alla metà degli anni Cinquanta con il caccia tattico leggero Fiat G.91, che fu prodotto anche in Germania su licenza, e con l'addestratore a getto Macchi MB.326, costruito in Sud Africa, Australia e Brasile oltre che in Italia. Nel 1969 la fusione tra Fiat, Aerfer e Salmoiraghi diede infine vita a Aeritalia, che già un anno dopo faceva volare il biturboelica da trasporto tattico G.222. La nuova azienda si orientò subito verso programmi ambiziosi quali la collaborazione con Boeing e il cacciabombardiere trinazionale Tornado. Diventata interamente pubblica nel 1976 con l'uscita della Fiat, Aeritalia lanciò programmi importanti quali l'ATR.42, in collaborazione con la francese Aérospatiale, e l'Amx con Aermacchi e la brasiliana Embraer. Nel 1990 il gruppo Iri-Finmeccanica aprì un nuovo capitolo dell'industria aeronautica fondendo Aeritalia e Selenia per dar vita ad Alenia. L'approdo finale delle successive aggregazioni giungeva nel 2002 con Alenia Aeronautica, il cui portafoglio prodotti comprendeva ormai l'avanzato caccia quadrinazionale Eurofighter e il biturboelica da trasporto C-27J. Più tardi sarebbe giunta anche la partecipazione all'innovativo Boeing 787 in materiali compositi, per il quale nacque il sito di Grottaglie-Monteiasi (Taranto).

«I nostri primi cento anni, sono un secolo di record, di traguardi tecnologici e di sviluppo di un sistema industriale che ha generato e continua a generare nel nostro paese un considerevole impatto economico, sociale ed occupazionale» ha detto l’ad di Alenia Aermacchi, Giuseppe Giordo.

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