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L’economista El-Din premier ad interim

Egitto Dopol il veto dei Fratelli Musulmani e del partito islamico Nour. El Baradei sarà vice Ancora manifestazioni pro e contro Morsi al Cairo. Attentato a un gasdotto nel Sinai

L’economista El-Din premier ad interim

Egitto, scontri tra oppositori e sostenitori dell'ex presidente Morsi in tutto il Paese

L’economista socialdemocratico, Zeyad Baha El-Din, è stato indicato dalla tv di stato egiziana come il probabile nuovo premier ad interim. Secondo quanto ha riferito un portavoce della presidenza, il premio Nobel El Baradei, il cui nome era emerso come possibile premier, sarà invece nominato vice presidente ad interim. Baha El-Din, avvocato laureato a Oxford, ha guidato l’authority finanziaria negli anni del regime di Hosni Mubarak, la "Egyptian Financial Supervisory Authority" (Efsa), una sorta di super Consob, ma si è dimesso prima che l’ex rais venisse deposto. L’obiettivo era quello di individuare un nome che fosse condiviso da tutti i partiti. Baha Eddin può ricoprire questo ruolo, mentre Mohamed El Baradei dopo il «no» dei Fratelli Musulmani e del Nour, secondo partito islamico del Paese, viene offerto il ruolo di vice per contribuire a garantire un clima di tolleranza durante le elezioni anticipate. L’atteggiamento atteggiamento moderato e responsabile di El barabei era già emerso in un’intervista concessa al settimanale tedesco Der Spiegel: «La mia unica linea rossa», aveva dichiarato, è il rispetto della «tolleranza e della democrazia». E aveva chiesto che l’ex presidente Morsi, deposto mercoledì dalle forze armate, venisse trattato «con dignità» e giudicato da un tribunale solo in presenza di «un giusto motivo».

La speranza di una veloce pacificazione in serata ha avuto una forte accelerazione. E solo ieri le forze armate hanno chiuso tutte le strade e gli altri accessi al settore orientale del Cairo per impedire l’affluso dei manifestanti seguaci dei Fratelli Musulmani, che avevano convocato due nuove manifestazioni contro il colpo di Stato. Obiettivo ufficiale: evitare scontri fra le due fazioni. Nel pomeriggio, infatti, un’autentica fiumana di persone si è riversata da ogni parte del Cairo nel cuore della capitale egiziana in risposta all’ennesimo appello lanciato dal movimento giovanile di protesta Tamarrod (Ribellione) per garantire la più elevata concentrazione possibile di dimostranti anti-islamisti nella centralissima piazza Tahrir e davanti al Palazzo Presidenziale di al-Ittihadiya. Un’iniziativa che rischia di sovrapporsi a quelle organizzate dai Fratelli Musulmani, il partito islamista cui fa capo Mohamed Morsi, per «appoggiare la piena legittimità» di quest’ultimo e respingere il golpe che l’ha rovesciato. Teatro di quest’ultimo raduno, la moschea di Rabaa al-Adawiya, l’Università cairota e il quartier generale del corpo di elite della Guardia Repubblicana, situati tutti nel settore est della città, dove si sospetta che Morsi sia detenuto. Da qui la «manovra» delle forze armate nelle zone urbane orientali.

Nella notte un attentato era stato portato a termine contro un gasdotto che attraversa il Sinai e raggiunge la Giordania. Il fuoco dell’esplosione è stato visibile a 50 chilometri di distanza. In passato militanti islamici sono stati accusati di simili attacchi contro gasdotti diretti in Giordania e Israele, iniziati nel 2011 dopo la deposizone del presidente Hosni Mubarak. L’ultimo attacco risaliva al luglio dell’anno scorso. Da venerdì, almeno cinque soldati e un sacerdote copto sono stati uccisi nel Sinai settentrionale da sostenitori armati di Morsi. Dopo l’attentato al gasdotto la violenza è continuata a dilagare nel nord del Sinai, dove commando armati da bordo di camioncini hanno attaccato almeno altre quattro postazioni di controllo a Sheikh Zuweid, cittadina situata a ridosso della frontiera con Israele e la Striscia di Gaza. Sempre ieri, la Procura generale ha ordinato l’arresto dei due dirigenti del Partito «Libertà e Giustizia», il braccio politico dei Fratelli Musulmani, con l’accusa di istigazione a uccidere manifestanti. Si tratta di Esam el Arian, vicepresidente del Partito, e del membro dell’esecutivo Mohamed el Beltagui. Un ordine di arresto è stato emesso anche a carico di del religioso Safwat Higazi. Le accuse si riferiscono alle indagini sulla morte di manifestanti nelle recenti manifestazioni di protesta contro Morsi.

Da registrare i commenti sulla situazione di Putin e Obama. «La Siria si trova già nella morsa della guerra civile», ha ammonito il leader del Cremlino, «e l’Egitto sta procedendo nella medesima direzione». Il presidente Usa mantiene una posizione super partes: «Rimaniamo impegnati per il popolo egiziano e per le loro aspirazioni per la democrazia, le opportunità economiche e la dignità - ha detto Barack Obama - Ma il cammino futuro del Paese può solo essere deciso dal popolo egiziano».

Per quanto riguarda i vacanzieri italiani che avevano programmato una vacanza egiziana, infine, il Codacons rende noto che «hanno diritto al rimborso integrale di quanto versato».

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