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Fotoreporter italiano fermato durante gli scontri in piazza Taksim

ISTANBUL Una sessantina di persone sono state arrestate l’altra notte a Istanbul, dove i manifestanti sono tornati a scontrarsi con la polizia. Nelle violenze c’è stato un numero imprecisato di...

Fotoreporter italiano fermato durante gli scontri in piazza Taksim

Muhammed Morsi, Recep Tayyip Erdogan

ISTANBUL Una sessantina di persone sono state arrestate l’altra notte a Istanbul, dove i manifestanti sono tornati a scontrarsi con la polizia. Nelle violenze c’è stato un numero imprecisato di feriti, tra cui 12 giornalisti. Per il quotidiano «Hurriyet», tra gli arrestati ci sono un cittadino straniero e due giornalisti. Uno di loro è un giovane fotoreporter italiano, Mattia Cacciatori, di 24 anni. Secondo diversi media locali, alcuni giornalisti sono stati aggrediti dagli agenti. Le prime cariche sono cominciate intorno alle 15 a piazza Taksim e lungo la via Istiklal, principale arteria commerciale della città, dove si erano concentrate centinaia di persone con l’obiettivo di entrare nel parco Gezi, il cui progetto di dismissione diede inizio il 30 maggio alle proteste antigovernative e che ieri doveva essere riaperto al pubblico dalle autorità.

«Un giovane fotoreporter italiano, di San Giovanni Lupatoto, Verona, è stato fermato e portato al posto di polizia ad Istanbul, mentre stava filmando la manifestazione di Gezy park e le cariche della polizia», ha fatto sapere, per primo, Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21. «Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza contro un cronista che cerca di documentare quanto sta accadendo in quel paese e di informare le pubblica opinione italiana, e non solo - prosegue Giulietti -. Chiunque abbia a cuore la libertà di informazione deve far sentire la voce per chiedere la immediata liberazione di questo giovane autore che, per altro, ha scelto di dedicare la sua vita alla illuminazione dei mondi oscurati e censurati».

Il fermo del nostro giornalista è stato confermato dalla Farnesina. Il consolato italiano di Istanbul è in contatto con il giovane e con le autorità locali. Il ministero degli esteri segue il caso con attenzione e tiene costantemente aggiornata la famiglia di Cacciatori. La vicenda dovrebbe risolversi a breve compatibilmente con i tempi necessari a raccogliere le deposizioni delle numerose persone fermate durante la manifestazione. Mattia Cacciatori, che molto ,probabilmente rienterà in Italia oggi, quando è stato fermato è riuscito ad avvisare un’amica con un messaggio: «Mi hanno arrestato, sono sul furgone insieme ad altre persone, arrestate anche loro, e mi stanno portando nella stazione centrale di Aksaray».

Sabato sera migliaia di manifestanti hanno provato a entrare nel parco e la polizia è intervenuta usando lacrimogeni e cannoni ad acqua. I cittadini sono giunti a migliaia nonostante l’avvertimento del governatore, che aveva definito la protesta illegale avvisando che la polizia sarebbe intervenuta. Tra i fermati ci sono anche due uomini che brandivano armi da taglio di grandi dimensioni, simili a machete. Secondo alcune fonti i due sarebbero sostenitori del governo.

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