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La protesta per Morsi come una guerra civile

Morti e feriti negli scontri. Coprifuoco nel Sinai

Spari, sassaiole, molotov sul ponte "6 Ottobre" sul Nilo, nelle vicinanze di piazza Tahrir, scontri tra supporter e contrari all’ex presidente deposto. Almeno dieci i morti, di cui 5 al Cairo e 210 feriti, alcuni colpiti persino da pallini da caccia, quasi una "guerra civile" in Egitto la protesta pro-Morsi. Doveva essere il «venerdì del rifiuto» contro il «colpo di stato militare» e l’ondata di arresti dei Fratelli musulmani. Ma la giornata per manifestare a favore del presidente deposto Mohamed Morsi, voluta dalle principali forze islamiche, riunite nel «Fronte nazionale di difesa della legittimità», che hanno chiesto ai loro sostenitori di manifestare in massa e «pacificamente» è finita nel sangue. L’esercito non ha sparato contro i manifestanti, ha detto un portavoce militare. Anche se i Fratelli Musulmani in un video su Youtube mostrano la morte di un ragazzo, ritenuto il loro «primo martire» che si avvicina a una barricata dove si vedono dietro alcuni militari, e poi si accascia colpito da un colpo di pistola alla testa. Quattro i sostenitori di Morsi uccisi nella sparatoria davanti al quartier generale della Guardia Repubblicana al Cairo. Un morto negli scontri in serata vicino a piazza Tahrir.

Nel giorno della rabbia degli islamisti fedeli al deposto Mohamed Morsi, il neo presidente egiziano ad interim, Adli Mansour ha di fatto sciolto il Parlamento. Ma l’uscita dal tunnel per l’Egitto sembra lontana perché i militari sembrano non controllare in pieno la situazione: Mohamed Badie, la guida suprema dei Fratelli Musulmani, ritenuto agli arresti da due giorni, secondo quanto comunicato dalle forze di sicurezza, è invece apparso in piazza ad arringare i sostenitori di Morsi, e ad assicurare che la piazza resterà compatta «fino al ritorno del presidente» e solo allora «siamo pronti a cercare un’intesa con l’esercito» ha detto Badie alla folla a Nasr City al Cairo. Mansour ha sciolto solo il Consiglio della Shura. Il nuovo presidente a interim ha nominato un altro capo dei servizi segreti: Mohamed Ahmed Farid al posto di Mohamed Raafat Shehat. La procura generale egiziana ha ordinato la scarcerazione di due leader dei Fratelli Musulmani arrestati dopo il golpe dell'esercito e la deposizione di Morsi. Sono Saad al-Katatni, capo del Partito di Libertà e Giustizia, braccio politico dei Fratelli, e il vice del movimento Rashad Bayoumi. Nessun riferimento a Mohamed Morsi, guida spirituale dei Fratelli, secondo le forze di sicurezza arrestato, ma che ha tenuto un discorso in piazza durante la manifestazione di sostegno a Morsi. Il capo di Stato maggiore della Difesa Usa, Martin Dempsey, è tornato a chiamare ieri il suo omologo egiziano, il ministro della Difesa e capo delle forze armate, il generale Abdel Fattah al Sisi. Coprifuoco in due due città nel Sinai al confine con Israele e la Striscia di Gaza.

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