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«Fermiamo subito la guerra in Siria»

Accordo sofferto tra i big del mondo sulla conferenza di pace «Ginevra 2» Obama annuncia la svolta storica: «Dialogo tra talebani e governo Karzai»

«Fermiamo subito la guerra in Siria»

G8 in Irlanda, secondo giorno

Posizioni diverse, tensioni forti, discussioni ruvide ma obiettivo unico: la fine della guerra civile in Siria, che ha causato 93mila morti e prodotto 4,2 milioni di sfollati nell’ambito del Paese e 1,6 milioni di rifugiati in Libano e Giordania.

Un risultato positivo - nonostante le resistenze russe - il G8 a Lough Erne, in Irlanda del Nord, l’ha avuto. Niente di eccezionale, ma è stato compiuto un passo avanti importante. Per certi versi incoraggiante. L’accordo alla fine è stato firmato da tutti anche se la Russia ha posto condizioni tutt’altro che irrilevanti (pesante quella del secco «no» alla fornitura di armi all’opposizione da parte degli Stati Uniti).

Stop alle ostilità, sì in tempi brevi alla conferenza di pace «Ginevra 2» per un governo di transizione sotto alta leadership con pieni poteri esecutivi fondato sul mutuo consenso (non si cita però espressamente il leader Bashar Assad), aiuti umanitari per un miliardo e mezzo di dollari, lotta senza quartiere agli affiliati di Al-Qaeda: sono questi, in sintesi, gli elementi alla base dell’intesa che i «Grandi del mondo» hanno sottoscritto ieri dopo un lungo e vivace confronto.

Condannati senza mezzi termini da parte di tutti l’utilizzo delle armi chimiche e la violazione dei diritti umani. Invocato con determinazione il libero accesso sul territorio siriano a un team delle Nazioni Unite per indagini e verifiche costanti. Accesi i contrasti tra Usa e Russia al punto che in un primo momento s’era parlato di dichiarazione finale con l’esclusione di Mosca. Distanti le posizioni di Barack Obama («l’uso di armi chimiche è un ostacolo insormontabile»), di Vladimir Putin e del suo ministro degli Esteri Serghei Lavrov («non ci sono prove che a usarle sia stato per primo il governo siriano ma lo spargimento di sangue deve finire»). Soddisfazione è stata espressa alla fine da Obama, Putin, Hollande e Cameron. Il premier britannico ha tenuto a ribadire che «non bastano le parole per arrestare le sofferenze. Ora c’è bisogno di azione». Il premier Enrico Letta: «Un buon passo avanti. Tutti hanno dimostrato la voglia di trovare un’intesa. C’è la possibilità concreta di arrivare a "Ginevra 2", una conferenza di pace con le parti coinvolte per far nascere un governo transitorio che superi l’attuale situazione con il coinvolgimento delle Nazioni Unite per la verifica sull’uso di armi chimiche».

Un’altra buona notizia sul fronte dell’Afghanistan. Proprio nel giorno in cui l’esercito afghano ha assunto il controllo della sicurezza in tutto il Paese è arrivato l’annuncio che il governo Karzai e i talebani torneranno presto a incontrarsi a Doha.

Il primo passo verso il possibile avvio di un processo di pace sarà costituito da un incontro entro domani tra gli emissari Usa e gli stessi talebani in Qatar. A rivelare la svolta dopo 12 anni di guerra è stato il presidente, Hamid Karzai, nel corso della cerimonia per l’avvio della quinta e ultima fase del processo di transizione della sicurezza avviato nel 2011 e destinato a concludersi a fine 2014. Soddisfatto Obama dopo un incontro con Hollande al G8 in Irlanda: «L’apertura di un ufficio politico dei talebani afghani in Qatar è un importante primo passo verso la riconciliazione tra il gruppo e il governo di Kabul. Il processo - ha sottolineato Obama - non sarà veloce né facile e ci saranno difficoltà lungo la strada. I talebani devono ancora rinunciare ai legami con Al-Qaeda. Intanto la Procura ha aperto un fascicolo dopo un’informativa della digos su Giuliano Delnevo, lo studente 20enne genovese morto in Siria combattendo contro il governo Assad. Delnevo aveva abbracciato la causa islamica e si era avvicinato a gruppi estremisti.

«Ho riconosciuto Giuliano dalla foto e mi sono ricordato di lui - ha detto Salah Hussein, segretario della Comunità islamica della Liguria - Non lo conoscevo personalmente ma l’ho visto in un paio di occasioni a feste di fine ramadam al Porto antico di Genova».

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