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Centomila manifestano contro governo, scontri a Rio: 30 feriti

In Brasile si contesta all’aumento dei mezzi di trasporto e gli scarsi servizi sanitari di educazion e di sicurezza, nonostante la crescita della pressione fiscale.

Centomila manifestano contro governo, scontri a Rio: 30 feriti

Brasile, proteste in tutto il paese contro il governo

Oltre 100mila persone sono scese in piazza ieri sera in almeno otto città del Brasile per manifestare contro l'aumento dei prezzi dei trasporti, e gli scarsi servizi sanitari, di educazione e di sicurezza, nonostante l'aumento della pressione fiscale. I partecipanti alle marce hanno anche contestato l'uso eccessivo della forza dal parte della polizia contro i dimostranti scesi in piazza la settimana scorsa a San Paolo, sui quali sono stati sparati proiettili di gomma. Nella notte italiana si sono registrati alcuni disordini, con scontri tra polizia e maniefstanti a Rio de Janeiro, Porto Alegre e Belo Horizonte. Secondo quanto riporta il giornale O Globo, citando funzionari della città di Rio, almeno 20 agenti e 10 manifestanti sono rimasti feriti nella metropoli.Le proteste arrivano dopo i match di apertura della Confederations Cup che si sono tenuti nel fine settimana, e ad un mese dalla visita del Papa, prevista per quest'estate. I manifestanti si dicono preoccupati per le alte spese previste per l'organizzazione dei Mondiali di calcio del 2014 e i Giochi olimpici del 2016. A San Paolo, almeno 65mila persone si sono radunate in una piccola piazza e poi hanno iniziato a manifestare in tre diverse direzioni, a passo di samba, suonando tamburi e cantando slogan anto-corruzione. Hanno inoltre inveito contro l'aumento del biglietto di autobus e metropolitana, motivo che aveva scatenato le prime proteste della scorsa settimana. Migliaia di persone hanno marciato pacificamente anche nella capitale Brasilia, in direzione del Congresso. Alcune finestre dell'edificio sono state rotte, ma la polizia non è intervenuta con la forza.«Questo è un urlo comune che dice: non siamo soddisfatti», commenta Maria Claudia Cardoso in una strada di San Paolo. «Siamo massacrati dalle tasse del governo, ma quando al mattino usciamo di casa per andare a lavorare, non sappiamo se torniamo vivi a causa della violenza. Non abbiamo buone scuole per i nostri figli. I nostri ospedali sono in un terribile stato. La corruzione è diffusa. Queste proteste faranno storia e faranno svegliare i nostri politici sul fatto che non li sosterremo più!», aggiunge. La polizia, intanto, ha cambiato tattica. A San Paolo, i comandanti hanno detto pubblicamente prima della protesta che avrebbero provato a evitare le violenze, ma hanno avvertito che avrebbero potuto ricorrere alla forza se i manifestanti avessero distrutto delle proprietà. Nelle prime ore di marcia, che poi è continuata tutta la notte, nella città era poco percettibile la presenza delle forze di sicurezza.

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