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Tensione sul voto in Iran Sfida tra sei candidati

TEHRAN Sale la tensione sul voto in Iran. Si è chiusa alle otto di ieri mattina (le 5.30 in Italia) la campagna elettorale per le presidenziali di oggi. Non c’è un chiaro favorito tra i sei...

Tensione sul voto in Iran Sfida tra sei candidati

Mahmoud Ahamdinejad

TEHRAN Sale la tensione sul voto in Iran. Si è chiusa alle otto di ieri mattina (le 5.30 in Italia) la campagna elettorale per le presidenziali di oggi. Non c’è un chiaro favorito tra i sei candidati che si contenderanno il voto dei 50 milioni di aventi diritto e viene dato per scontato che si arrivi al ballottaggio, il 21 giugno. Intanto alla vigilia delle elezioni, Google ha denunciato di aver registrato e bloccato migliaia di attacchi informatici contro account email di utenti iraniani. Nelle ultime tre settimane, ha riferito la Bbc, l’azienda americana ha notato un «balzo significativo» nell’attività di phishing nella regione, in concomitanza con la campagna elettorale. Moderati e riformisti sono schierati con Hassan Rohani, dopo l’esclusione dell’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani. Tra gli ultraconservatori i sondaggi premiano Ali Akbar Velayati, consigliere diplomatico della Guida suprema Ali Khamenei, l’ex negoziatore nucleare Said Jalili e il sindaco di Teheran, Mohammad Baqer Qalibaf. Il ballottaggio scatterà se, come appare scontato, nessuno dei candidati raggiungerà il 50%. Con i quattro candidati conservatori, la Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei, punta a garantirsi un presidente a lui fedele, dopo il deterioramento dei rapporti con il presidente uscente, Mahmoud Ahmadinejad ( nella foto ). Jalili ha guidato i negoziati sul nucleare ed è sostenitore di una linea intransigente.

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