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Iran oggi al voto. Sfida tra sei candidati

Dovrà essere eletto il successore di Ahmadinejad. Sale la tensione tra le opposte fazioni

Si svolgono oggi le elezioni presidenziali in Iran. Sei i candidati in lizza, dopo il ritiro di due contenenti negli ultimi giorni. Il vincitore prenderà il posto di Mahmoud Ahmadinejad, che non può più ricandidarsi dopo due mandati. Per ottenere la vittoria è necessaria una maggioranza semplice, ossia il 50% dei voti più uno. Se nessuno la otterrà, si terrà il ballottaggio venerdì il 21 giugno. Ecco i profili dei candidati.

SAEED JALILI. 47 anni, capo negoziatore sul nucleare per l'Iran dal 2007, è considerato un integralista. Sostenuto da molti nella teocrazia al potere, anche dalla Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Inoltre, gode dell'appoggio del religioso ultraconservatore Ayatollah Mohammad Taghi Mesbah Yazdi.

HASAN ROWHANI. 64 anni, è stato in passato negoziatore per il nucleare e stretto alleato dell'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani. Rowhani è l'unico membro del clero tra i candidati ed è visto come relativamente moderato. Ha attirato il sostegno di leader riformisti dopo che un rivale, l'ex vice presidente Mohammed Reza Aref, ha lasciato la competizione tentando di consolidare il campo dei liberali. Rowhani ha cominciato gli studi religiosi quando era adolescente ed è presto diventato oppositore dello scià appoggiato dall'occidente.

MOHAMMAD BAGHER QALIBAF. 51 anni, sindaco di Teheran ed ex comandante delle Guardie della rivoluzione durante la guerra Iraq-Iran. Qalibaf si è costruito la reputazione di leader dinamico per progetti sulla qualità della vita a Teheran, inclusi parchi, linee del metrò estese e autostrade. È stato anche accusato di aver preso parte alla repressione della protesta degli studenti nel 1999 e, quattro anni dopo, si dice che abbia ordinato un assalto su vasta scala per spegnere un'altra protesta studentesca.

ALI AKBAR VELAYATI. 67 anni, massimo consigliere della Guida suprema Ali Khamanei per gli affari internazionali. Valayati è stato ministro degli Esteri durante la guerra 1980-1988, e negli anni Novanta. È tra i sospettati dell'Argentina per l'attentato del 1994 in un centro ebraico di Buenos Aires, in cui morirono 85 persone.

MOHSEN REZAEI. 58 anni, ex comandandante della Guardia della rivoluzione, corse già al voto del 2009, ma finì quarto. Attualmente è segretario del Consiglio per il discernimento, che media tra Parlamento e Consiglio dei guardiani.

MOHAMMAD GHARAZI. 71 anni, ex ministro del Petrolio e delle Telecomunicazioni, Gharazi è stato parlamentare tra anni Ottanta e Novanta. Considerato un conseratore, si descrive come un tecnocrate dalla mano ferma. Faceva parte di un gruppo anti-scià costretto all'esilio prima della Rivoluzione del 1979. Quindi entrò in Parlamento e fu nominato ministro, dapprima al dicastero del Petrolio, dal 1981 al 1985, quindi delle Poste, dal 1985 al 1997.

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