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Notte di tensione in Turchia, scontri a Istanbul e Ankara

I bulldozer hanno ripulito piazza Taksim da tende e barricate. Nella capitale sgombrato con la forza il Kugulu Park

Notte di tensione in Turchia, scontri a Istanbul e Ankara

Turchia, ancora proteste in Piazza Taksim interviene la polizia

Ancora una notte di guerriglia ad Istanbul dove non si ferma la protesta contro il governo Erdogan, giunta al tredicesimo giorno. La tensione questa mattina è altissima anche se si registra un’apparente calma a piazza Taksim e Gezi Park. Durante gli scontri ieri e nelle prime ore della notte la polizia ha usato proiettili di gomma, cannoni ad acqua e lacrimogeni. In piazza Taksim quando è tornata la calma, con la polizia a controllo dell'area, nella notte le squadre della nettezza urbana hanno ripulito, rimuovendo anche le tende e i ripari improvvisati costruiti dai dimostranti, utilizzando anche bulldozer per abbattere le barricate. A Gezi Park, invece, i dimostranti non sono stati sgomberati, e molti vi si sono raccolto nonosatnte gli attacchi della polizia e le minacce delle autorità che chiedevano di restare lontani dalla zona. Un annuncio a tarda notte del governatore della città, Huseyin Avni Mutlu, fa temere che lo sgombero possa accadere presto: «Apriremo la piazza quando tutto sarà stato riportato a normalità e le nostre forze di sicurezza controlleranno del tutto l'area» ha detto all'emittente A Haber. «I nostri bambini a Gezi Park sono in pericolo, ripuliremo la zona dai gruppi marginali», ha detto ancora facendo riferimento al modo in cui il governo ha parlato delle frange violente della protesta. «Non permetteremo al nostro governo di essere percepito come debole» ha concluso. Incidenti nella notte anche nella capitale Ankara. La polizia ha sparato gas lacrimogeni e con cannoni ad acqua, i manifestanti hanno risposto lanciando sassi contro gli agenti. Nelle prime ore di oggi, la polizia è entrata nel Kugulu Park dove i dimostranti erano accampati, li hanno costretti a rimuovere le tende e ad andarsene. Tafferugli sono scoppiati con quanti non volevano restare. In questa situazione appare difficile che possa svolgersi l’incontro tra il premier Erdogan e i rappresentanti della «Piattaforma Taksim».

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