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«I nostri soldati resteranno in Afghanistan»

La Farnesina: «Non è stato un bambino a uccidere». Oggi a Roma i funerali del capitano La Rosa

«I nostri soldati resteranno in Afghanistan»

AFGHANISTAN: LA ROSA, IL CAPITANO 'PIGRO' CHE SI E' LAUREATO

La morte del capitano dei Bersaglieri Giuseppe La Rosa a Farah riaccende il dibattito sulla durata della missione di pace in Afghanistan dei militari italiani. Agli interventi di Zaia, Vendola e Di Pietro si aggiunge quello dell’ex minitro degli Interni Roberto Maroni: «Abbiamo sostenuto la missione in Afghanistan ma dopo dieci anni di costi esorbitanti (si parla di 50 milioni al mese) e in presenza della crisi economica sarebbe utile ripensarci». Dello stesso parere Luisa Bossa (Pd). Il premier Enrico Letta liquida la questione con una frase: «I tempi per il ritiro sono stati fissati per il 2014». Boccia la proposta del ritiro anticipato il ministro della Difesa Mario Mauro: «Il Parlamento è sovrano ma un’accelerazione finirebbe con l’esporre i nostri soldati a molti rischi e comunque la missione ha termine alla fine del 2014».

Emma Bonino, ministro degli Esteri: «Il rientro delle truppe non è all’ordine del giorno. Non ci sono elementi per modificare il piano. Si può pensare a una diversa dislocazione sul terreno per continuare ad assecondare un processo ma adattandosi a quel che succede sul territorio». Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato: «L'impegno delle forze armate è motivo di orgoglio per il Paese. Ovviamente ciò non ci esime da una valutazione sul ruolo italiano nel mondo e sui conseguenti costi morali, fisici ed economici. Ci sono scadenze già fissate. Ma che certezze abbiamo sull’utilità di un impegno che potrebbe essere vanificato dal ritorno dei talebani? E poi non possiamo da un lato spendere cifre enormi all’estero e lesinare le risorse per la sicurezza in Italia». Fabrizio Cicchitto (Pdl): «Proprio la solidarietà che dobbiamo ai nostri caduti e ai feriti in Afghanistan deve spingerci ad evitare decisioni affrettate e irriflessive che consegnerebbero un indebito successo ai terroristi».

È polemica anche sulla riscostruzione dell’attacco al «Lince». «Un ragazzino di 11 ha lanciato la bomba contro il blindato del nostro contingente? - si chiede il ministro Mauro - È propaganda talebana. A noi risulta che sia stato un adulto. Abbiamo elementi che fanno pensare a un assalto ben organizzato: una macchina rallenta il mezzo in prossimità di un bazar affollato e un adulto in divisa afgana lancia l’ordigno prima di fuggire. C’è tuttavia un’inchiesta in corso. Aspettiamo le conclusioni». Più esplicita Emma Bonino: «Non crediamo alla versione del portavoce dei talebani. L’attentato terroristico è stato organizzato da adulti».

La salma del capitano Giuseppe La Rosa rientra stamattina Italia. L’aereo con le spoglie dell’ufficiale siciliano atterra alle 9.30 a Ciampino. I funerali oggi alle 18 a Roma nella basilica di Santa Maria degli Angeli alla presenza delle massime autorità dello Stato.

Migliorano intanto le condizioni dei tre feriti, salvati dal capitano La Rosa che ha fatto scudo col suo corpo ai colleghi. La figura dell’ufficiale, 31 anni, è stata ricordata in Afghanistan dove ogni domenica mattina si svolge una cerimonia di commemorazione per tutti i caduti della settimana. «La morte di un collega ci segna dentro. Siamo consapevoli dei rischi e avendo scelto questa vita abbiamo messo in preventivo il sacrificio per valori come lealtà, senso delle istituzioni, onore, fedeltà alla Patria» - ha detto il tenente colonnello Stefano Sbaccanti, portavoce dell’Ufficio del Capo di Stato Maggiore del Comando Isaf.

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