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Scontri a Bengasi: decine di morti

Si inaspriscono gli scontri tra manifestanti e milizie libiche scoppiati a Bengasi. Le violenze sono scoppiate quando i dimostranti (vicini all’ex rais Gheddafi) hanno assalito una base di Scudo...

Si inaspriscono gli scontri tra manifestanti e milizie libiche scoppiati a Bengasi.

Le violenze sono scoppiate quando i dimostranti (vicini all’ex rais Gheddafi) hanno assalito una base di Scudo della Libia, milizia pro-governativa incaricata di mantenere la sicurezza. I manifestanti vogliono che gli uomini delle milizie depongano le armi e si sottopongano alla piena autorità delle forze di sicurezza libiche. Non è chiaro chi abbia aperto il fuoco per primo. Sembra , tuttavia, che un’unità militare di élite controlli attualmente la base.

Nel corso degli scontri sono rimaste ferite più di sessanta persone: alcune sono in condizioni gravi. La notizia è stata confermata da un medico del principale ospedale della città, spiegando che i decessi sono stati causati da colpi d'arma da fuoco e frammenti di ordigni esplosivi. Il medico non ha però precisato quante delle vittime siano dimostranti e quante miliziani.

«I manifestanti si erano riuniti davanti alla sede di una milizia locale chiedendo il suo scioglimento - ha spiegato un portavoce militare a Tripoli - Da mesi il governo libico sta cercando di far sciogliere i gruppi armati e le milizie che si erano formati durante la rivolta contro il deposto regime di Muammar Gheddafi, offrendo loro un’eventuale integrazione nelle forze dell'esercito regolare. A Tripoli migliaia di persone sono scese ieri in strada contro ogni tipo di milizia o gruppo tribale, all’insegna dello slogan: «No alle armi illegali». La situazione in Libia è ancora estremamente precaria a quasi due anni dalla caduta del regime del Colonnello Gheddafi.

Il Capo di Stato maggiore delle forze armate libiche, Yussef al-Mangoush, si è dimesso dopo il massacro delle 31 persone . «Mangoush ha presentato le sue dimissioni all'Assemblea Nazionale che le ha accettate» - ha riferito una fonte del Parlamento libico. Il suo vice Salem al-Gnaidy ha assunto la guida ad interim delle forze armate in attesa della nomina di un nuovo Capo di Stato maggiore. La Libia sta affrontando una difficile transizione dopo la sanguinosa guerra civile del 2011. Il governo centrale rimane debole ed è stato a tratti messo in notevole difficoltà da potenti milizie, inizialmente formate da ex ribelli che si erano battute contro Gheddafi. L’esecutivo che si è formato dopo la fine del conflitto ha puntato su di loro per il mantenimento della sicurezza, ma le formazioni armate si sono spesso rese responsabili delle continue violenze.

Sulla questione è intervenuto il ministro degli estri Emma Bonino: «L’intero intervento in Libia poteva essere modulato in maniera diversa. Ora dobbiamo aiutare il Paese a ritrovare la sua strada nel post Gheddafi».

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