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Lettera alla ricina a Obama, interrogato un texano

L’uomo è stato denunciato dalla moglie dopo che ha trovato in frigo una strana sostanza e ricerche sulla sostanza che il marito ha compiuto su internet

Lettera alla ricina a Obama, interrogato un texano

Barack Obama

Le autorità Usa hanno interrogato un uomo per le lettere alla ricina inviate al presidente americano, Barack Obama, e al sindaco di New York, Michael Bloomberg. Lo ha riferito la Nbc. Al momento l’uomo, un veterano del Texas che lavora per il Dipartimento della Difesa, non è ancora considerato un sospetto ma potrebbe avere informazioni sulle minacce, hanno spiegato all’emittente fonti di polizia anonime. Sarebbe stata la moglie ad allertare le autorità dopo aver trovato una strana sostanza nel frigo e ricerche sulla ricina nel computer del marito. La lettera alla ricina era stata recapitata mercoledì ma è stata intercettata dai servizi segreti prima che arrivasse alla Casa Bianca. La lettera a Obama era simile a quelle inviate a Bloomberg e a un gruppo che si batte per maggiori controlli sulle armi. Una delle frasi era: «Dovrai uccidere me e la mia famiglia perché ti lasci le mie armi». Le missive, su cui non c’erano impronte digitali, sono state spedite il 20 maggio dalla Louisiana senza l’indicazione del mittente. Intanto l’Fbi ha arrestato un uomo di Spokane, nello Stato nord-occidentale di Washington, che ha inviato una lettera alla ricina a un giudice federale e che si sospetta possa averne spedite altre simili a Obama, alla Cia e alla base aerea di Fairchild.

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