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Attacco al centro di Kabul, grave un’italiana

È funzionaria dell’Organizzazione internazionale per i migranti. Ha ustioni sull’80% del corpo

Offensiva dei talebani nel cuore di Kabul. La capitale afghana è sotto attacco e a farne le spese è stata anche una funzionaria italiana dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) che è ricoverata in condizioni critiche. Un gruppo di miliziani ha lanciato un’imponente offensiva nel centro della capitale, impegnando le forze di sicurezza in un durissismo scontro a fuoco. L’attacco degli estremisti islamici è avvenuto nel distretto di Borj-e Sharahah, dove si trovano un ospedale di Emergency, la sede dell'Appf (Afghan Public Protection Force) e quella di diverse organizzazioni internazionali. La donna italiana ha riportato gravi ustioni in seguito all’esplosione di tre granate. È stata portata in un ospedale di Emergency: in un primo momento le sue condizioni non sembravano preoccupanti ma successivamente una nota della Farnesina ha fatto sapere che si era aggravata. Secondo i medici, avrebbe ustioni sull’80% del corpo.

Nel mirino dei talebani, che hanno rivendicato l'azione per bocca del loro portavoce Zabiullah Mujahid, ci sarebbe stata una guesthouse per stranieri, frequentata anche da «membri della Cia che fanno formazione ai servizi segreti afghani». A dare il via all'offensiva nel centro di Kabul nel primo pomeriggio è stata l'esplosione di un'autobomba. Alcuni testimoni oculari hanno raccontato di spari ed esplosioni mentre si vedeva del fumo salire dalla zona. Un gruppo di mujaheddin è quindi entrato in azione, prendendo possesso di un edificio dal quale ha cominciato a sparare e lanciare granate. Gli assalitori coinvolti erano cinque. Uno dei kamikaze si è fatto saltare in aria. Il capo delle forze dell'ordine Ayoub Salangi ha detto che «due sono stati uccisi» subito dalle forze di sicurezza. Gli ultimi due si sono asserragliati in un edificio ma alla fine sono stati abbattuti. Oltre ai cinque kamikaze, sono rimaste uccise due guardie, una afghana e una nepalese. Almeno 11 i feriti, otto dei quali ricoverati nell’ospedale di Emergency.

Il 27 aprile scorso, i talebani avevano annunciato l'inizio dell'offensiva di primavera, aprendo un periodo cruciale per le forze di sicurezza locali che stanno prendendo il controllo sul terreno della lotta ai miliziani.

Il portavoce dell'Organizzazione per le migrazioni con sede a Ginevra, Chris Lom, ha spiegato che «quattro membri dello staff sono rimasti feriti da due granate lanciate all'interno del complesso» gestito dall'Oim. Tre, specifica, sono stati feriti «in modo non grave» e si tratta di «guardie di sicurezza Gurkha» nepalesi, mentre la funzionaria italiana «è rimasta gravemente ustionata». Il portavoce aggiunge poi di «non sapere se l'Oim fosse l'obiettivo specifico» dell'attacco. La missione dell’Oim è proteggere e sostenere a 360 gradi e i migranti in tutto il mondo. Fondata nel 1951, è la principale organizzazione intergovernativa in ambito migratorio. L'Italia è uno dei paesi fondatori. Attualmente gli Stati Membri sono 149 e quelli Osservatori 12, a cui si aggiungono numerose Organizzazioni Intergovernative e non Governative. L'Oim ha oltre 460 uffici dislocati in più di 100 paesi. Pur senza far parte del sistema della Nazioni Unite, dal 1992 mantiene lo status di osservatore nell'Assemblea Generale e collabora strettamente con le Agenzie specializzate delle Nazioni Unite.

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