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«Aiuto, aiuto, la casa è sopra di me!»

Il drammatico racconto di chi si è visto piombare addosso il devastante tornado. Il sindaco di Moore era nella sua gioielleria: «I dipendenti si sono rifugiati nella camera blindata». Al Senato il pensiero del premier Letta per le vittime

«Aiuto, aiuto, la casa è sopra di me!»

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Un autentico mostro, uno scenario apocalittico. Così i testimoni descrivono il tornado che ha devastato la zona di Oklahoma City. Anche il presidente del consiglio Enrico Letta, nel suo intervento al Senato, ha rivolto un «pensiero commosso alle vittime del tornado che questa notte ha devastato gli Stati uniti. È una giornata triste per un Paese amico dell'Italia e per l'Italia». Drammatici i racconti che arrivano dall’America. James Rushing, che vive dall'altra parte della strada di fronte alla scuola di Moore abbattuta dall’uragano, ha sentito le notizie del tornado che si stava avvicinando ed è corso a scuola dove il figlio adottivo di 5 anni, Aiden, frequenta le elementari. Correndo ha pensato che sarebbe stato più al sicuro lì. «Circa due minuti dopo che sono arrivato, la scuola ha cominciato ad andare in pezzi» ha raccontato. I bambini erano stati fatti spostare nei bagni. Lunedì sera un uomo con un megafono leggeva vicino a una chiesa cattolica i nomi dei bambini sopravvissuti. I genitori aspettavano lì vicino, sperando di sentire i nomi dei figli. Don Denton non aveva avuto notizie dei suoi due figli da quando il tornado era arrivato in città. L'uomo, che in passato ha subito sei interventi chirurgici alla schiena e cammina con difficoltà, ha raccontato di aver camminato per circa 3 chilometri cercando i figli. Quando le notizie del tornado sono arrivate, il figlio di 16 anni gli aveva spedito un messaggio sul cellulare chiedendogli di chiamarlo. «Cercavo di telefonargli ma non riuscivo a raggiungerlo» ha detto Denton. Alla fine, ha raccontato, i figli lo hanno visto tra la folla. Stavano bene, ma erano sconvolti dalla notizia che la casa dei nonni era stata distrutta. Tiffany Thronesberry ha raccontato di aver parlato al telefono con la madre, Barbara Jarrel, poco dopo l'arrivo del tornado. «Ho ricevuto una telefonata da lei, che gridava "Aiuto, aiuto! Non riesco a respirare, la casa è sopra di me!"» La donna è corsa a casa della madre, dove i primi soccorritori l'avevano già tratta in salvo. La madre è stata ricoverata in ospedale per curare tagli e lividi. Il tornado ha distrutto anche l'ospedale della città e molti negozi. Il sindaco di Moore Glenn Lewis lo ha visto passare dalla sua gioielleria. «I miei dipendenti erano tutti nella camera blindata» ha raccontato. Lewis, che era sindaco di Moore anche nel 1999 quando ci fu il più potente tornado mai registrato nella cittadina, ha dichiarato che il tornado più recente non scoraggerà la comunità dalla ricostruzione. La tromba d'aria è stata più grande di quella del 1999 ma i suoi venti erano meno rapidi, ha spiegato Lewis. Il sindaco ha dichiarato che le operazioni di pulitura sono già cominciate e che i dipendenti comunali sono già al lavoro per stampare nuovi segnali stradali e rimpiazzare quelli che sono stati portati via. Chris Calvert ha visto il tornado da circa 1,6 chilometri. «Ero abbastanza vicino da sentirlo» ha detto. «Era solo un debole boato, e si potevano vedere i detriti, come pezzi di tegole e materiali del genere, che ruotavano» ha raccontato. Malgrado la distanza, anche la sua zona era coperta di detriti. Nel suo cortile Calvert ha trovato una foto di una bambina sulle ginocchia di Babbo Natale.

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