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Soldi a palate dalla Cia a Karzai

Un fiume ininterrotto di denaro da Langley a Kabul, diretto ad Hamid Karzai, e da qui verso la strapotere dei signori della guerra locali, gli stessi che sbarrano il passo all'exit strategy di...

Un fiume ininterrotto di denaro da Langley a Kabul, diretto ad Hamid Karzai, e da qui verso la strapotere dei signori della guerra locali, gli stessi che sbarrano il passo all'exit strategy di Washington. Per oltre un decennio decine di milioni di dollari in contanti sono stati consegnati dalla Cia in valigie, zaini e sacchetti di plastica all'ufficio del presidente afghano. Il fiume di denaro doveva servire a garantire l'influenza dei servizi di intelligence americani sul tormentato Paese, ma in realtà ha soprattutto alimentato la corruzione, in cui la famiglia Karzai è talmente coinvolta da aver visto nel 2011 un fratellastro del presidente, Ahmed Wali Karzai, ucciso a Kandahar per una vicenda di contrabbando. La denuncia arriva dal New York Times, che cita consiglieri passati e presenti del presidente afghano: «La più grande fonte di corruzione in Afghanistan sono stati gli Usa» ha spiegato una fonte americana mentre Khalil Roman, capo di gabinetto di Karzai dal 2003 al 2005 ha raccontato di «decine di milioni di dollari» arrivati mensilmente. I fondi, definiti «soldi fantasma che arrivavano e se andavano in segreto», venivano distribuiti pure a politici «legati al narcotraffico e persino ai talebani» ha raccontato. Karzai, si è difeso ma ha confermato. Parlando da Helsinki, il presidente afghano ha affermato che si è trattato di somme «non grandi» che rientravano in «un'assistenza per varie finalità», comprese le cure dei feriti, ma non ha voluto entrare in dettaglio.

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