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Scontri in Venezuela, 7 morti e 61 feriti

Alta tensione tra chiavisti e opposizione dopo le elezioni. Il presidente Maduro attacca il rivale Capriles che chiede la riconta dei voti

Scontri  in Venezuela, 7 morti e 61 feriti

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È di 7 morti e 61 feriti il bilancio degli scontri e delle violenze che si sono verificati in Venezuela nel dopo elezioni. A renderlo noto è stato il Procuratore generale Luisa Ortega Dìaz, precisando che una persona - uno dei feriti - è stata aggredita da un gruppo che voleva bruciarla viva. «Volevano ucciderla dandole fuoco, immaginate il livello di aggressività e violenza che ha in questo momento un certo gruppo di persone», ha affermato.

Secondo Maduro, «responsabile dei morti» è il leader dell'opposizione, Renato Capriles. Il suo, ha aggiunto «è un colpo di stato». Migliaia di persone sono scese in strada in diverse città di quasi tutto il paese per chiedere una verifica dei risultati delle elezioni di domenica, vinte per un soffio da Maduro.

Intanto, Henrique Capriles ha deciso di rinunciare alla manifestazione in programma per oggi a Caracas, dopo che il presidente eletto Nicolas Maduro ha annunciato l'intenzione di vietare la manifestazione. Il corteo era stato voluto per raggiungere la sede del Cne, il Consiglio nazionale elettorale, e consegnare ai responsabili la richiesta di una verifica del risultato delle elezioni presidenziali.

«Il governo vuole morti», ha affermato il leader dell'opposizione. «Mi hanno avvertito che vogliono infiltrare persone all'interno della folla che si mobiliterà...Domani non ci mobiliteremo», ha chiesto Capriles. Avvertendo che «chi lo farà si metterà dalla parte della violenza». L'opposizione non riconoce i risultati ufficiali delle elezioni presidenziali, in base ai quali Maduro ha vinto con il 50,75 per cento dei voti (7.563.747) contro il 48,97 di Capriles (7.298.491).

«Se il governo vuole essere legittimato deve accettare un nuovo conteggio», ha dichiarato il leader di opposizione. Capriles ha ribadito che «l'unica cosa che chiede è il controllo sui risultati del voto». «Se non credono nella democrazia, escano pure a dire che si sta facendo un colpo di Stato», ha aggiunto alludendo alle ultime dichiarazioni di Maduro. «Voglio chiedere al signor Maduro che si calmi un pò, lo sento come uno che sta delirando».

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