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Blogger anti-Narcos: on line i numeri della droga

Oltre 70.000 vittime e quasi 30.000 persone scomparse dal 2006 ad oggi: è la macabra contabilità della guerra alla droga in Messico che miete vittime quasi quotidianamente

LONDRA Oltre 70mila vittime e quasi 30 mila persone scomparse dal 2006 ad oggi: è la macabra contabilità della guerra alla droga in Messico che miete vittime quasi quotidianamente. A tenere il conto di questa infinita lista di sangue e morte è una giovane donna, single, senza figli, che dal marzo 2010, con l’aiuto di un collega, tiene il «Blog del Narco», punto di riferimento per chiunque voglia seguire ciò che succede in quella martoriata terra. È la stessa Lucy, nome di fantasia per proteggerne l’identità, a svelarsi al mondo in un’intervista telefonica al britannico Guardian insieme al Texas Observer. «Non credo che la gente abbia mai immaginato che ci fosse una donna a fare questo» ha raccontato, spiegando di essere una giornalista ventenne che vive nel nord del Messico e di amare il suo Paese. A spingerla in un’impresa che costa non solo molta fatica ma anche tanta paura, è stato il desiderio di mostrare che «non siamo tutti narcos, corrotti o assassini». Raccontare la narco-guerra, lanciata nel 2006 dall’allora presidente messicano Felipe Calderon, è diventato via via più' difficile, con decine di giornalisti uccisi, spesso dopo essere stati torturati, e notizie censurate dai media principali, in un vortice senza fine di massacri, rapimenti e corruzione che negli ultimi tempi ha allargato il fronte, arrivando a toccare anche zone turistiche come Cancun, Acapuclo e Mazatlan. A colmare il vuoto di notizie contribuisce dal marzo 2010 «Blog del Narco» con bollettini, foto e video dei rapimenti e delle esecuzioni, insieme alla scoperta di cadaveri.

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