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I marò tornano in India. Italia nella bufera

DietrofrontLatorre e Girone lavoreranno nella nostra ambasciata: «Siamo militari. Andiamo avanti» Il ministro Giulio Terzi si difende. Il governo riferirà al Parlamento. De Mistura: «Ora giustizia rapida»

I marò tornano in India. Italia nella bufera

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Telenovela. Parte seconda. Copione stravolto e missione compiuta. Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono rientrati in India. Un volo militare partito da Brindisi ha riportato ieri a New Delhi i marò italiani, accusati di aver ucciso un anno fa due pescatori nel Kerala durante un’operazione antipirateria in mare. Si trovano nell’Ambasciata italiana e lavoreranno presso l’Ufficio dell’addetto militare. Senso di responsabilità, grande dignità e notevole orgoglio. «Siamo militari - hanno detto i due fucilieri della Marina, che avevano ottenuto un permesso di quattro settimane per le elezioni del 24 e 25 febbraio (scadenza 22 marzo) - Andiamo avanti a testa alta». Con loro in India il sottosegretario Staffan De Mistura, che ha incontrato il ministo degli Esteri indiano.

«Abbiamo evitato una crisi diplomatica - ha detto De Mistura - Ora giustizia e chiarezza. Subito una Corte speciale e un giudizio rapido. Siamo tuttavia ancora convinti che i marò debbono essere processati in Italia». La decisione del governo ha scatenato un’autentica bufera. Il ministro Terzi si difende: «Non mi dimetto. La situazione si sta normalizzando. Non stiamo mandando i nostri militari allo sbaraglio. Non rischiano la pena di morte. Senza lo strappo con l'India non avremmo potuto contrattare con il governo indiano le condizioni attuali, che prevedono per loro buone condizioni di vivibilità quotidiana nel Paese e la garanzia che non verrà applicata la pena massima prevista per il reato di cui sono accusati». In merito alla decisione di far rientrare in India i due marò, all'interno del Consiglio dei Ministri ci sono state valutazioni diverse. «Tutti però - precisa il ministro - hanno lavorato a fondo con la volontà di trovare una soluzione che fosse equa, che ripristinasse i regolari rapporti diplomatici con l'India e che ci desse garanzie sulla sorte dei nostri fucilieri». Martedì pomeriggio, 26 marzo, il governo riferirà alla Camera sulla vicenda. In aula interverranno i ministri degli Esteri, Giulio Terzi, e della Difesa, Giampaolo Di Paola.

«Sarà l'occasione - ha commentato il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta - per un approfondimento della storia». Soddisfazione è stata espressa dal premier Singh: «Il governo indiano è molto felice della decisione dell’Italia. Le relazioni diplomatiche con Roma sono tornate sulla strada giusta». Segnali di distensione anche dal ministro degli Esteri Salman Khurshid: «Abbiamo informato il governo italiano che Girone e Latorre non sarebbero stati soggetti all’arresto se fossero rientrati entro la scadenza fissata dalla Corte Suprema indiana e che - in base a una giurisprudenza ben consolidata - questo caso non rientra nelle categorie che prevedono la pena capitale». Reazioni a raffica. Maurizio Gasparri, senatore Pdl: «Terzi si dimetta. Ha esposto l’Italia al ridicolo». Francesco Storace, segretario de «La Destra»: «Pena, dolore e indignazione». Sulla facciata della Farnesina è stato posizionato uno striscione con la scritta: «Vergogna». Mario Mauro, capogruppo di Scelta Civica al Senato: «È stato commesso un errore grave che pesa sull’immagine del Paese». Non la pensa molto diversamente il ministro Fornero: «Il governo ha comunicato male. Abbiamo perso credibilità». Il ministro Severino: «Conta che sia assicurata garanzia per un giusto processo». La Russa (Fdi): «Monti vada in India e segua da vicino il caso». Il Cocer della Marina: «Sconcerto per la decisione. Le istituzioni non hanno saputo reagire con fermezza». Oggi corteo a Milano da piazza del Duomo a San Babila, organizzato da Fratelli d’Italia.

Mobilitazioni, proteste e ironie sul web. Manifestazioni oggi pomeriggio pure in piazza del Popolo a Roma. Gaetano Quagliariello, senatore Pdl: «Una giornata che verrà ricordata dalla storia come un nuovo 8 settembre». Il sindaco di Bari Michele Emiliano: «Salvatore Girone è eroe due volte».

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