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Obama in Cisgiordania: «Stato palestinese e fine delle occupazioni»

Francesco Di Salvatore f.disalvatore@iltempo.it «La pace in Medioriente è possibile. Palestinesi e israeliani tornino al tavolo dei negoziati perché la soluzione riferita a due Stati non è un sogno,...

Obama in Cisgiordania: «Stato palestinese e fine delle occupazioni»

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«La pace in Medioriente è possibile. Palestinesi e israeliani tornino al tavolo dei negoziati perché la soluzione riferita a due Stati non è un sogno, ma non usino il loro disaccordo come scusa per non tentare di raggiungere l’accordo. Almeno due condizioni sono però necessarie: il riconoscimento dello Stato palestinese e la fine dell’occupazione nei Territori». Il presidente americano Barack Obama traccia la strada per determinare una svolta nei rapporti tra Israele e Palestina e per porre fine al lunghissimo conflitto. Giornata storica, quella di ieri, per il capo della Casa Bianca che a Ramallah ha incontrato il leader palestinese Abu Mazen. Non sono mancate contestazioni da parte di un centinaio di manifestanti che hanno agitato scarpe. Nel pomeriggio il presidente Usa, rientrato a Gerusalemme, ha lanciato un appello alla popolazione israeliana affinché riconosca che un compromesso con i palestinesi è necessario per garantire la sicurezza e la pace dello Stato ebraico e dell’intero Medioriente. Intervenendo al Jerusalem Convention Center, davanti a centinaia di studenti, più volte applaudito, il presidente ha definito Abbas e il primo ministro Salam Fayyad due «veri partner» per la pace per Tel Aviv, capaci di mantenere la sicurezza in Cisgiordania. Quindi ha ribadito che «il diritto del popolo palestinese all'autoderaminazione e alla giustizia deve essere riconosciuto. Mettetevi nei loro panni, guardate il mondo attraverso i loro occhi - ha aggiunto rivolgendosi al pubblico - Non è giusto che una bambina palestinese non possa crescere in un suo Stato e debba vivere con la presenza di un esercito straniero che controlla i movimenti dei suoi genitori ogni giorno. Visto che gli israeliani hanno costruito uno Stato nella loro terra - ha proseguito Obama - i palestinesi hanno il diritto di essere un popolo libero nella propria terra». Parole forti anche sui Territori occupati. Obama non ha fatto esplicite richieste a Tel Aviv, ma ha puntato il dito contro la continua costruzione di insediamenti. «Israele - ha detto - deve riconoscere che la continua attività di colonizzazione è controproducente alla causa della pace, che una Palestina indipendente deve essere possibile, che confini reali devono essere tracciati». Tuttavia il presidente ha voluto ribadire l'assoluta alleanza tra gli Stati Uniti e lo Stato ebraico, definito «miglior amico» e alleato degli Usa. E ha sottolineato che Washington non verrà mai meno al proprio impegno a favore della difesa di Israele. Sull’Iran: «Impediremo che si doti di armi nucleari». Sulla Siria: «Il mondo sta guardando. Assad si assume la responsabilità degli eccidi».

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