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Attentati kamikaze 120 morti

DAMASCO È di almeno 117 morti il bilancio delle violenze e dei combattimenti che anche ieri hanno insanguinato la Siria. La maggior parte delle vittime si è registrata a Damasco e nei suoi...

DAMASCO È di almeno 117 morti il bilancio delle violenze e dei combattimenti che anche ieri hanno insanguinato la Siria. La maggior parte delle vittime si è registrata a Damasco e nei suoi sobborghi, dove si contano almeno 62 «martiri». Nella capitale, stando al bilancio fornito dalla tv di Stato siriana e dagli attivisti, almeno 20 persone sono rimaste uccise in un attacco sferrato da un kamikaze contro la moschea al-Imam, nel quartiere di al-Mazràah. Tra le vittime c'è l’anziano shaykh sunnita Muhammed Said Ramadan al-Buti, ritenuto un sostenitore del regime di Bashar al-Assad. Al-Buti aveva criticato con forza le proteste antigovernative esplose in Siria nel marzo del 2011. Altre 18 persone - secondo gli attivisti - sono morte a Homs, nove a Idlib, otto ad Aleppo e altrettante a Daraa. Da Hama arrivano notizie di sette vittime, due a Hassakeh, altrettante a Raqqa e una a Dayr az-Zor. Tra i 117 «martiri», stando agli attivisti, ci sono otto donne, quattro bambini e due persone morte sotto tortura. «Muhammed Said Ramadan al-Buti è stato ucciso in un attacco terroristico compiuto da un attentatore suicida nella moschea al-Imam, a Mazràah». L’annuncio ufficiale è giunto dalla tv di Stato. Lo shaykh al-Buti aveva criticato con forza le proteste contro il regime di Assad esplose in Siria nel marzo del 2011.

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