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Speciale Elezioni 2008

verso il voto

La battaglia delle schede
Berlusconi tira in ballo il Pd

«Ma quale debolezza, che paura di perdere. Sono assolutamente certo della nostra vittoria conosco i dati e ormai il distacco nei loro confronti è assolutamente incolmabile». Berlusconi all'indomani delle frecciate polemiche del ministro dell'Interno Amato, rilanciate dal vicesegretario del Pd Franceschini, insiste con la polemica sulle schede elettorali.

Berlusconi Il Cavaliere non ci sta a essere accusato di usare il problema delle schede per pararsi le spalle da una possibile sconfitta come dice la sinistra. «Questa questione delle schede elettorali non l'ho sollevata io» replica Berlusconi. «Non è una mia iniziativa. Sono stati loro, quelli del Pd. Due giorni fa è stato Dario Franceschini a chiamare Gianni Letta per avvisarlo del problema. Io ho visto le schede e ho concordato che c'è la possibilità di incertezze e confusione». Poi ha ribadito che «c'è tempo per rifare le schede».
Ieri Berlusconi ha fatto una puntata in Sicilia, prima a Palermo e poi a Catania e nei due comizi ha sferrato un attacco a tutto campo, a Veltroni ma anche al suo ex alleato Casini. Il leader del Pd parla di una grande rimonta? «Questa è la rimonta spettacolare - replica Berlusconi al Palacatania, indicando la platea e raccogliendo l'ovazione del pubblico. «Quella di Veltroni è solo una delle sue tante spettacolari bugie. Offre la luna perchè sa che al governo non ci andrà mai».
Poi elenca, tra gli applausi della folla, «i rischi» a cui incorrerebbe il Paese in caso di vittoria del Pd: «Votare Veltroni significa più tasse, più clandestini, meno sicurezza e probabilmente Di Pietro ministro della Giustizia». E al nome dell'ex pm la platea si è scatenata con una valanga di fischi.
Berlusconi nei due comizi siciliani rilancia tutti i temi della campagna elettorale, dal taglio delle tasse («Ridurremo l'aliquota massima delle imposte al 33%») agli aiuti alle famiglie meno abbienti, dall'Alitalia («Non ci sarà il commissariamento. Ci sono tantissimi imprenditori disposti a partecipare a una cordata italiana, che scenderà in pista se non si concluderà la trattativa con Air France») fino al problema della mafia. «Veltroni ha detto che io qui in Sicilia non avrei mai avuto il coraggio di usare la parola mafia, ma lo accontento subito, ricordandogli che negli anni del nostro governo abbiamo arrestato 30 pericolosi mafiosi e il loro capo supremo». Incalzando la folla assiepata sotto il palco ha urlato: «Noi siamo incompatibili con la mafia, non vogliamo i loro voti».
Una frecciata la riserva come al solito a Casini. Rivolgendosi alla platea catanese: «Saluto gli amici dell'Udc che non hanno seguito Casini. Voi non vi siete mai spostati, siete rimasti sempre nella casa del Pdl. È Casini che se n'è andato». Poi smentisce l'ipotesi di accordi post elettorali con l'Udc. «Non ci potranno essere alleanze perchè ci sarà una parte che vince e una che perde, nessun governissimo. E poi difficilmente l'Udc sarà rappresentata in Parlamento. Mi sembra molto improbabile, se non impossibile, che Casini riesca a superare lo sbarramento del 4% alla Camera e dell'8% al Senato». Quindi torna sul tema del voto utile: «Un elettore di centrodestra che vota Udc è un masochista, fa solo un favore a Veltroni e regala il suo voto alla sinistra».

Laura Della Pasqua










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