verso il voto
Berlusconi: "Avrò 20 senatori in più"
Ma quale pareggio al Senato. Berlusconi incontrando gli ambasciatori Ue a Villa Almone si lascia andare a alcune indicazioni su quella che sarà la sua politica estera in caso di vittoria alle elezioni.
Ma soprattutto rassicura i diplomatici che non ci saranno indecisioni o instabilità giacchè il governo di centrodestra, dice il Cavaliere, avrà «almeno 20 senatori in più rispetto all'opposizione e potrà contare sull'unità ritrovata con gli alleati». Berlusconi ha assicurato agli ambasciatori che il suo, sarà un governo «saldo e in grado di fare profonde riforme» proprio grazie al vantaggio netto che avrà anche in Senato rispetto al centrosinistra. Arriva a presagire: «Passerò alla storia come statista».
«Ho saputo riunire tutto il centrodestra» ha detto sottolineando di avere solo due esclusioni.
Sul fronte della politica estera, chi lo ascoltava è stato colpito dai tanti riferimenti alla Russia, sino a citare il primo vertice del Consiglio Nato-Russia come «grande contributo all'integrazione europea». Berlusconi ha anche affermato che piuttosto che progettare l'inclusione di Georgia e Ucraina nella Nato, «bisognerebbe pensare a includere la Russia nell'Alleanza». Putin, ha detto, è da comprendere perchè è difficile costruire una democrazia e se alza i toni è perchè si sente «accerchiato» dalla Nato.
All'ambasciatore tedesco Michael Steiner che gli era seduto di fronte, ha detto che se con la Germania ci fosse oggi «la stessa collaborazione che c'era quando era al governo, Bush a Bucarest non si sarebbe permesso di dire le cose ha detto». L'ambasciatore lettone, la signora Astra Kurme, gli ha chiesto quale sarebbe la sua politica nei confronti dei piccoli Paesi. «Penseremo molto ai Paesi dell'Est», ha risposto il leader del Pdl.
Sulla politica interna, invece, grandi linee e poca cronaca. Niente Alitalia. Niente Giuseppe Pizza. Una sottolineatura sul laeder dell'Mpa Raffaele Lombardo, che sarà partner affidabile, non come Casini, che gli ha creato tanti problemi e bloccato le riforme.
Durante il pranzo anche una barzelletta. Quella sulla Thatcher che gli consiglia di non sfiancarsi a leggere i giornali, ma di farsi fare una rassegna dei soli articoli favorevoli. «Il giorno dopo chiamo Bonaiuti e gli chiedo di ritagliare i pezzi dai giornali che parlano bene di me. Non l'ho visto più per un mese».
Berlusconi poi si è spostato in Coldiretti. Il Cavaliere si è lasciato andare a un piccolo show per difendere la mozzarella. Il leader Pdl accompagnato dal presidente dell'organizzazione Sergio Marini, dopo l'intervento ha fatto una passeggiata tra gli stand dove erano esposti i prodotti tipici.
Attratto da un piatto di mozzarelle di bufale, si avvicina e ne prende una e inizia a mangiarla. Tutto sembra filare liscio, ma il Cavaliere improvvisamente si mette una mano sul petto, poi sulla fronte e si misura le pulsazioni. Ovviamente il malore è solo una scherzo per sdrammatizzare l'incubo diossina.
Fa poi ancora un giro e questa volta viene attratto da una grande mortadella. La guarda, inizia a gesticolare mostrando segni di contrarietà; poi non resiste, arriva al bancone e facendosi aiutare la nasconde sotto il tavolo.