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Così i francesi si sono comprati mezza Italia

Nessuno frena l'invasione transalpina. Le mani anche su farmaceutica, energia, tecnologia e costruzioni

Così i francesi si sono comprati mezza Italia

Marchons! Marchons! Non solo contro la Bastiglia, simbolo della tirannia, ma anche (oggi) nell'economia italiana, dove le imprese francesi si comprano senza ostacoli le cose più belle. Nell'indifferenza di una classe politica che non conosce spirito patriottico per difendere il suo patrimonio, Parigi, che ha dalla sua una diplomazia economica preparata, ha iniziato da anni un'invasione economica nel nostro Paese. La vicenda Bollorè, raider di Tim e Mediaset, è solo l’ultimo esempio di una libertà di azione assicurata su attività con risvolti strategici come le tlc e i media.

I SETTORI
Nulla si è salvato dallo shopping di Parigi. Moda, ma anche lusso, gioielli e occhiali, e poi finanza e banche. Le incursioni francesi non hanno risparmiato l’alimentare e l’energia. Settori nevralgici, ricchi di made in Italy, che gli consentono di fare soldi nel mondo mostrando la bandiera tricolore, quella rossa, bianca e verde, però. Con un risvolto crudele: le scelte strategiche delle azien- de comprate, quelle che spostano soldi e impattano sull’occupazione e gli investimenti, sono prese a Parigi. L’elenco che Il Tempo ha stilato dà solo una sintesi di quanto accaduto negli ulti- mi anni che dimostra, però, che la bandiera francese è stata piantata non solo su grandi aziende, ma anche su una miriade di medie imprese specializzate in nicchie di mercato, passate di mano senza clamore.

LUSSO E RISPARMIO
Sono molte le icone dell’alimentare italiano finite nel portafoglio delle multinazionali d’Oltralpe. È il caso della Lactalis, colosso del latte, che si è preso etichette celebri come Galbani, Locatelli e Invernizzi. Anche Eridania Italia, la società dello zucchero, è passata integralmente nelle mani del gruppo francese CristalUnion. E ancora la Parmalat finita, dopo il buco aperto nei conti da Calisto Tanzi, sempre alla Lactalis. Ma incetta di made in Italy, i transalpini, l’hanno fatta anche nella moda. Le due corazzate francesi del lusso, Lvmh e Kering, si sono assicurate a più riprese celebri marchi dell’abbigliamento come Loro Piana, Fendi e Brioni, pelletteria di prestigio come Gucci e Bottega Veneta, ma anche la gio- ielleria di Bulgari e Pomellato, e finanche i profumi di Acqua di Parma. Non solo. A far gola ai cugini d’Oltralpe sono anche i soldi. Già, il risparmio e le banche non sono sfuggiti ai loro...

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